Taranto, uragano clini, è un tornado forza F2


Celle autorigeneranti? Fenomeni estremi ma naturali?

Siamo sempre di fronte a disinformazione per opera di meteorologi collusi.

Le celle temporalesche vere, infatti, sono di forma circolare o leggermente oblunga e non hanno origine da una scia, così come mostrato dalle immagini di copertina.

Il violento nubifragio nella notte del 28 novembre 2012 sulla Toscana e, nella mattinata, il tornado di forza F2  (e non quindi una tromba d’aria!) sono eventi che hanno avuto, con tutta probabilità, origine artificiale, causati da una miscela atmosferica appositamente creata nelle ore immediatamante antecedenti. Sono stati all’uopo impiegati aerei allestiti ad hoc, come i famigerati 747 della Evergreen: i suoi velivoli sono in grado di scaricare quantità enormi di elementi chimico-biologici studiati per una varietà di scopi, nell’ambito di tecniche sofisticate di cloud seeding. Si impiegano microonde via satellite che riscaldano la zona di mare prospiciente l’area da colpire: così si creano le condizioni affinché, in modo del tutto innaturale, accadano fenomeni atmosferici estremi come il tornado di Taranto. [2]

In questo modo modo l’uragano può essere diretto dove si vuole con estrema precisione.

La prova ci è fornita dalle immagini del radar doppler [1] mostrate nel filmato ed oltre tutto abbiamo diversi precedenti, come nel caso dell’uragano Sandy, che investì la costa occidentale degli Stati Uniti, dopo aver eseguito un’improvvisa, imprevedibile ed improbabile deviazione di novanta gradi.

D’altronde quello che gli Statunitensi già sanno, gli Italiani non devono sapere:

Taranto è, infatti, divenuta base N.A.T.O. ed è candidata ad ospitare un comando U.S.A., denominato “COMITMARFOR“. Taranto, acquisendo il nuovo status di base N.A.T.O. (la più grande del Mediterraneo), diviene l’unico quartier Generale delle forze N.A.T.O., candidato ad ospitare la flotta statunitense.

Quella che era solo un’ipotesi, ventilata tempo addietro dallo scomparso ex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, nonché dall’onorevole Massimo Ostillio, trova ora una conferma nei documenti ufficiali del Pentagono.

La documentazione presentata a suo tempo da PeaceLink contiene l’intera mappa della nuova N.A.T.O. in Europa e smentisce le voci di una possibile destinazione della Sesta flotta U.S.A. in Turchia, per assenza, allo stato attuale delle cose, di comandi navali della N.A.T.O. certificati HRF (High Readiness Force).

La mappa del Pentagono (ora rimossa dal sito ufficiale) è chiara: l’unica sede candidata ad accogliere la sesta flotta U.S.A. nella sua veste di comando N.A.T.O., denominato COMSTRIKFORSOUTH, è Taranto.

Gli accordi risalgono al 2002 e, di fronte alle titubanze del Governo sul da farsi rispetto al complesso ILVA, il tornado “Clini” è stato un chiaro messaggio per chi deve intendere. Il controllo del clima è un’arma e pare che i militari lo stiano dimostrando, con grande allegrezza dei cittadini italiani, cavie delle forze oscure che gestiscono le operazioni di geoingegneria clandestina.

PREVISIONI

Il 13 novembre scrivevamo: “I fenomeni saranno comunque moderati sulla Liguria di Ponente, mentre potranno “esplodere” le ormai tristemente note “bombe d’acqua” sul Levante Ligure e sulla Toscana. Rapida intensificazione al Sud e contemporaneo affievolimento delle piogge su Nord Italia entro la fine del mese di novembre”.

Questa situazione proseguirà, sia pure con brevi pause, sino a tutta la prima metà di dicembre.

[1] Il radar Doppler è un particolare tipo di radar che si basa sull’effetto di slittamento in frequenza, detto, appunto, effetto Doppler. L’effetto Doppler è l’apparente variazione di frequenza delle onde emesse da una sorgente in moto rispetto ad un osservatore: la frequenza aumenta, se sorgente ed osservatore si avvicinano, mentre diminuisce in caso di allontanamento. Il fenomeno fu scoperto dal fisico e matematico C. Doppler (1803-1853) per le onde sonore, ma si verifica anche per quelle elettromagnetiche. L’effetto Doppler ha molte applicazioni nella tecnica (radar), in medicina (ecografia), in astronomia. Esso permette al radar di distinguere bersagli in movimento anche in presenza di oggetti fissi.

[2] E’ bene ricordare che i tornado sono caratteristici delle regioni lambite dagli oceani.

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato

l’Atlante dei cieli chimici.

NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.

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Uno stargate in Messico? Il governo messicano tenta di calmare le voci sugli UFO del Vulcano Popocatepetl


Che diavolo sta succedendo sul Popocatepetl ?
Alcune persone sono convinte che nella bocca del vulcano messicano ci sia un vero e proprio stargate, attraverso il quale veicoli di origine non terrestre transitano indisturbati. Gli avvistamenti hanno creato abbastanza clamore tanto da spingere il governo messicano a tentare di fornire una spiegazione ufficiale e plausibile del misterioso fenomeno.
La Segreteria del Governo (SEGOB) e la Protezione Civile Nazionale (CENAPRED) hanno diramato una nota informativa sulle immagini del 25 ottobre 2012 riprese sul vulcano Popocatepetl, nelle quali è possibile osservare un gigantesco oggetto luminoso tuffarsi all’interno del cratere.
Nota Informativa: Secretaria de Gobernación (SEGOB)
Sistema Nacional de Protección Civil CENAPRED
Alle 22:44 del 25 ottobre 2012, la telecamera del CENAPRED, che si trova presso la stazione di monitoraggio continuo Altzomoni del vulcano  Popocatepetl, ha registrato la manifestazione e il transito di un segnale luminoso, intensamente luminoso, nel quadrante in alto a sinistra dell’immagine, che si muove a grande velocità, aumentando la sua luminosità e, a quanto pare, introdursi nel cratere del vulcano.
La presenza di questo segnale luminoso nell’immagine ha una durata di circa 3 secondi.

Popocatepetl-cenapre-01.png

La telecamenre del CENAPRED presso Altzomoni si trova a 11 chilometri dal cratere del vulcano Popocatepetl e a pochi metri di distanza dal punto in cui la società Televisa ha installato una sua telecamera sulla quale sono state registrate immagini simili che sono state poi ritrasmesse sul “Noticiero con Joaquin Lopez Doriga”, programma andato in onda nella notte di venerdì 25 ottobre 2012.

Va sottolineato che le differenze di forma, lunghezza, ombra e luminosità tra le immagini del CENAPRED e quelle di Televisa sono dovute ai particolari aspetti tecnici di ciascuna attrezzatura, soprattutto alla loro differente risoluzione. Inoltre, l’angolo visuale delle immagini del CENAPRED è molto più ampio, mentre la attrezzatura di Televisa sono molto più sensibili alla luce.
Durante la discesa del segnale luminoso, nessuna delle stazioni di monitoraggio del vulcano ha registrato significativi eventi sismici.

Le registrazioni non mostrano alcuna variazione che potrebbe essere associata al possibile impatto di un oggetto all’interno del cratere o nelle sue vicinanze.
Il comportamento eruttivo del vulcano Popocatepetl, nei giorni successivi all’evento, è rimasto entro i parametri normali.

Il sistema di monitoraggio sismico registra, normalmente, tra i 35 e i 70 eventi al giorno. Questi eventi sono di bassa-media intensità, con emissioni di vapore acqueo, gas e piccole quantità di cenere.

Il 25 ottobre sono stati registrati 45 eventi di intensità moderata. L’evento più rilevante è stato registrato immediatamente prima dell’avvistamento dell’oggetto luminoso, alle ore 20:42.
Popocatepetl-cenapre-02.png

Il vulcano ha emesso uno sbuffo di vapore acqueo e gas in direzione sud-ovest, con un aumento dell’incandescenza poco al di sopra del cratere, fenomeno che è stato possibile osservare in modo costante per tutta la notte.
Le differenze tra le due telecamere è significativo, poichè il campo visivo più ampio delle immagini del CENAPRED consente all’osservatore di vedere l’apparizione del segnale luminoso e l’aumento progressivo della sua luminosità, mentre nelle immagini di Televisa, l’oggetto ha già raggiunto il suo massimo splendore quando entra nel cratere.
Si deve anche considerare che entrambe le telecamere sono impostate in modalità “visione notturna”, caratteristica che rende gli strumento particolarmente sensibili in condizione di scarsità di luce, saturando i pixel di luce intensa, esagerando le sue dimensioni.

Questo potrebbe spiegare la strana forma rettangolare del segnale luminosità al massimo del suo splendore.

Un’osservazione dettagliata delle immagini, ci permette di affermare che l’oggetto non sembra entrare nel cratere. Piuttosto, il segnale sembra muoversi molto più indietro al cratere.

La sua comparsa nella parte superiore dell’atmosfera, al sua traiettoria e l’aumento della sua luminosità permettono di ipotizzare che si tratti di un meteorite particolarmente brillante, noto anche come bolide (a quanto pare doveva essere bello grosso stò meteorite! n.d.N.).
Nel periodo dell’anno nel quale è avvenuto l’avvistamento, avvengono due “piogge meteoritiche”.

In primo luogo, le Orionidi, attive dal 2 ottobre al 7 novembre, raggiungendo nella notte del 20 ottobre il picco di circa 25 meteoriti all’ora. In secondo luogo, le Tauridi, attive dal 1° ottobre al 25 novembre, con un picco di 5 meteoriti all’ora nella notte del 5 novembre. I nomi dati a questi fenomeni sono dovuti alle traiettorie seguite dai meteoriti che sembrano originarsi dalle regioni di cielo delle costellazioni di Orione e del Toro.

Le Orionidi tendono ad essere meteoriti che entrano nell’atmosfera terrestre ad alta velocità e sono di piccole dimensioni (quanto i granelli di sabbia), producendo una serie di scie luminose che durano meno di un secondo.

Le Tauridi, invece, sono costituite da frammenti un pò più grandi (come la ghiaia) e si muovono più lentamente, generando spesso bolidi, vale a dire meteoriti molto luminosi (possono superare la luminosità di Venere) che viaggiano per alcuni secondi prima di consumare se stessi.

La traiettoria dell’oggetto visibile nella fotocamera di Altzomoni coinciderebbe con quella che potrebbe essere originata da un Tauride.
Di seguito è possibile osservare la sequenza di immagini scattate dalla telecamera del CENAPRED, una ogni 25 secondi, dove si può osservare il bolide dalla sua comparsa, fino a quando scompare dietro (o dentro?) il vulcano.

Considerando che il cratere ha un’ampiezza di 800 metri, la scia del bolide luminoso non supera i 200 metri apparenti di lunghezza. La sua traiettoria, leggermente inclinata da sinistra a destra, proverebbe la sua origine dalla costellazione del Tori, che in quel momento è visibile all’orizzonte.
vulcano-messico.jpg

L’immigine generata dal programma Stellarium 0.7.1. mostra la mappa del cielo sopra Altzomoni il 25 ottobre alle ore 20:44. In giallo è segnata la traiettoria seguita dal bolide e in rosso l’estensione della sua traiettoria, verso il Toro vicino alle Pleiadi. La traiettoria curva è dovuta alla curvatura della volta celeste.
Popocatepetl-cenapre-03.png

Conclusioni:
Secondo l’analisi effettuata dagli specialisti, questo evento non ha nessun rapporto con l’attività eruttiva del vulcano Popocatepetl. Al momento del contatto apparente tra l’oggetto e il cratere, non sono stati registrati eventi sismici. Questo ci porta ad affermare che, mentre visivamente il fenomeno luminoso sembra entrare nel cratere, molto probabilmente sta viaggiando lungo una traiettoria molto più lontana alle spalle del vulcano. Questa affermazione è sostenuta dal fatto che nessuna delle quattro telecamere della rete di monitoraggio visivo che circonda il Popocatepetl ha registrato l’oggetto in questione dai loro rispettivi angoli di visuale.

Il segnale luminoso registrato dalle telecamere del CENAPRED e di Televisa, può essere associato ad un qualche evento astronomico, specificatamente un bolide della pioggia meteoritica delle Tauridi, date le sue caratteristiche e la sua traiettoria.

Potrebbe, quindi, trattarsi di un meteorite entrato nell’atmosfera terrestre, lasciando una scia luminosa prodotta per attrito.
Non si può escludere la possibilità che l’oggetto sia un frammento di un satellite artificiale che ha lasciato una scia luminosa simile a quella di un meteorite quando entra in atmosfera.

Tuttavia, entrambe le ipotesi richiedono una validazione esaustiva e un’analisi profonda da parte delle istituzione e degli esperti di astronomia e scienze dello spazio.
[Scarica documento originale].

Le pulci del Navigatore
Allora? Cosa ne pensate? L’esaustiva spiegazione del governo messicano ha placato le vostre ansie contattiste e i vostri pruriti cospirativi? Non vi stupisce l’eccessivo zelo nel voler trovare una spiegazione a tutti i costi? Eppure, almeno due cose non tornano, o comunque sono state trascurate nel rapporto.
La prima riguarda le immagini registrate dalle telecamere del CENAPRED il successivo 14 novembre 2012, nelle quali il “segnale luminoso” sembra fuoriuscire dal cratere. Forse il meteorite ha cambiato idea e ha deciso di tornare in orbita?

La seconda è una segnalazione di Stephen Hannard (ADGUK)  il quale è convinto che gli scienziati messicani non sono ancora in grado di fornire una spiegazione accettabile di quanto successo sul cratere del Popocatepetl.
La cosa più interessante è la comparsa di un enorme vortice energetico al di sopra del Messico, pochi giorni dopo la manifestazione del fenomeno luminoso sulla sommità del Popocatepetl.

Il vortice è stato catturato dal redar meteorologico “Intellicast” il 27 ottobre 2012 e vi è rimato fino al 28 ottobre 2012.

messico-vortice-intellicast.jpg

Si tratta di una semplice coincidenza? Oppure le manifestazioni del Popocatepetl sono l’indizio di un’attività UFO molto complessa sul nostro pianeta? Insomma, che diavolo sta succedendo sulla Terra?

fonte:  http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=28d1cad933df4ca6

HAARP: Cambiamenti del Clima, Tecnologie


La modificazione del clima esiste sia in America che in Europa. La capacità di implementare ulteriormente questa tecnologia per lo spopolamento globale senza farsi scoprire, deve essere estremamente allettante per i malthusiani, poichè siccità, uragani ed inondazioni possono essere attribuite alla variabilità climatica naturale, tempeste solari e riscaldamento globale.

Lo studio della futura strategia militare chiamata Airforce 2025, è stato redatto dagli Stati Uniti Air University nel 1996.

Nella sezione intitolata “Weather as a Force Multiplier” (Clima come moltiplicatore di forza): possedendo il tempo nel 2025, gli autori affermano che i modelli climatici che lo alterano, finiranno per diventare “parte integrante della politica di sicurezza nazionale degli USA (ma non solo) sia per applicazioni nazionali che internazionali “.

Dal 2025, l’Air Force ha piene aspettative per esser in grado di influenzare il tempo “su una mesoscala (<200 kmq) o microscala (area locale immediata) per ottenere capacità operative. “…. “Il raggiungimento di una tale capacità di modificazione, estremamente e ragionevolmente precisa, nei prossimi 30 anni richiederà il superamento di qualche ostacolo, che non sarà tecnologico e/o giuridico “, dice il rapporto.

Le lezioni della storia indicano le reali capacità sulla modificazione climatica che esisteranno fino alla fine, nonostante il rischio: perchè questo esiste. La gente ha sempre voluto controllare il tempo e questo desiderio li obbliga a perseguire collettivamente e continuamente l’obiettivo“, conclude il rapporto. L’esercito ha anche lo scopo di negare al nemico la capacità di comunicazione satellitare, modificando la ionosfera terrestre.

Uno degli obiettivi dichiarati da HAARP, è quello di ‘simulare e controllare i processi ionosferici che potrebbero alterare le prestazioni delle comunicazioni e dei sistemi di sorveglianza“. HAARP fu istituito a Gakona, in Alaska il 18 ottobre 1993. HAARP ha una portata di 3,6 Gigawatt di alta energia a frequenza radioprodotta dalle antenne terrestri alla ionosfera.

Secondo la scheda dal sito di HAARP:

L’interesse per la ionosfera non si limita agli Stati Uniti: un consorzio di 5 paesi opera nel sito European Incoherent Scatter Radar (EISCAT), il primo centro di ricerca ionosferica a livello internazionale, si trova nel nord della Norvegia, vicino a Tromsø.

Altri impianti si trovano anche a JicamarcaPerù, nei pressi di Mosca, Nizhny Novgorod (“SURA“) e Apatity, Russia. Nei pressi di Kharkov, in Ucrainaed a Dushanbe, Tagikistan.

Airforce 2025 non specifica HAARP come dispositivo di modificazione del clima e non è nemmeno uno dei motivi ufficiali di HAARP. Tuttavia, il brevetto statunitense sulle tecnologie HAARP, afferma che può servire come riscaldatore ionosferico gigante:

In tali esperimenti, le regioni della ionosfera vengono riscaldate per cambiare densità all’elettronee, quindi, la loro temperatura. Questo viene realizzato trasmettendo da antenne a terra radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza, ad una angolazione sostanziale, non parallela, al campo magnetico della ionosfera per riscaldare le sue particelle principalmente da riscaldamento ohmico (o riscaldamento resistivo).

 

In questi esperimenti, la temperatura dell’elettrone nella ionosfera viene aumentata di centinaia di gradi e – gli elettroni con diversi elettronvolt (unità di misura molto piccola) di energia – vengono prodotti in numero sufficiente per migliorare l’incandescenza dell’aria (U.S. Patent no 4,686,605 11 August 1987 ).

La sezione informativa del brevetto aggiunge:

La produzione di ionizzazione rafforzata, modificherà anche la ripartizione dei costituenti atomici e molecolari dell’atmosfera, in particolare tramite l’aumentata concentrazione atomica di azoto.

L’atmosfera superiore, normalmente è ricca di ossigeno atomico (il costituente atmosferico dominante superiore a 200 km di quota), ma l’azoto atomico – di solito – è relativamente raro.

Questo può essere previsto per manifestare se stesso nell’aumento dell’incandescenza dell’aria, tra gli altri effetti ….
Questa invenzione ha una serie fenomenale di possibili ramificazioni e potenziali sviluppi futuri.

Come accennato in precedenza, la distruzione di missili o aerei, la loro deviazione o confusione, risulterebbe – in particolare – quando saranno impiegate le particelle relativistiche.

Inoltre, grandi regioni dell’atmosfera potrebbero venir sollevate ad una quota inaspettatamente alta, in modo tale che i missili incontrerebbero forze di resistenza inattese e non pianificate con la distruzione conseguente o deflessione della stessa.
La modificazione climatica sarà possibile – per esempio – alterando i venti atmosferici superiori o alterando l’assorbimento solare per costruire uno o più pennacchi di particelle atmosferiche che andranno ad agire come una lente o un dispositivo di messa a fuoco.

HAARP è chiaramente una delle tecnologie di modificazione climatica nota fin dagli autori di ”2025” (Air Force). L’investigatore principale indipendente mondiale di HAARP è anche l’autore “Angels Don’t Play this HAARP“, il Dr. Nick Begich dell’Alaska. Ci spiega:

HAARP distrugge la ionosfera già relativamente instabile. Un punto da ricordare è che la ionosfera è uno scudo attivo elettrico che protegge il pianeta dal costante bombardamento di particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Questa conduzione di plasma, assieme al campo magnetico della Terra, intrappola il plasma elettrico nello spazio, impedendogli di andare direttamente sulla superficie della terra, affermaCharles Yost di Dynamic Systems, Leicester, North Carolina. “Se la ionosfera è fortemente disturbata, l’atmosfera sotto sarà successivamente disturbata.

Il Dr. Begich considera anche il ruolo di modificazione del clima come arma di distruzione di massa:

Nel 1966, il professor Gordon JF MacDonald era il direttore associato del Institute of Geophysics and Planetary Physicspresso la University of California, Los Angeles, era membro delPresident’s Science Advisory Committee e – più avanti – membro del President’s Council on Environmental Quality.
Ha pubblicato relazioni sull’uso di tecnologie di controllo ambientale per scopi militari.

MacDonald ha lasciato un commento rivelatore: “La chiave per la guerra geofisica è l’identificazione di instabilità ambientali, la quale aggiungendo una piccola quantità di energia, rilascerebbe quantità di energia di gran lunga maggiore. ”
MacDonald ebbe una serie di idee per usare l’ambiente come un sistema d’arma e lui contribuì a quello che era – a quei tempi – il sogno di un futurista.

Quando scrisse il suo capitolo, “How To Wreck The Environment (Come far naufragare l’Ambiente)”, per il libro “Unless Peace Comes“, non stava scherzando. In esso, descrive l’uso della manipolazione climatica, della modificazione del clima, della calotta di ghiaccio polare, della fusione o destabilizzazione, delle tecniche dello strato di ozono, dell’ingegneria sismica, del controllo delle onde dell’oceano e della manipolazione cerebrale usando i campi energetici del pianeta.

Disse anche che questi tipi di armi sarebbero state sviluppate e – se usate – le loro vittime non sarebbero praticamente rilevabili.

Vale la pena notare che questo libro fu scritto due anni dopo” The Report From Iron Mountain“.

Questo rapporto identificava il disastro ambientale come credibile sostituto della guerra allo scopo di preservare la gerarchia sociale, una volta che il governo mondiale avrebbe stabilito la pace permanente.
In risposta alla testimonianza del Dr. Nick Begich al European Parliament’s Foreign Affairs Subcommittee on Security and Disarmament (Parlamento europeo Affari esteri Sottocommissione per la sicurezza e il disarmo)

il 6 febbraio 1998 a Bruxelles, il deputato svedese – la signora Maj Britt Theorin – presentò una proposta per un’inchiesta internazionale indipendente su HAARP, un anno dopo. La risoluzione descrive HAARP come un sistema di armi che distrugge il clima e,

… in virtù del suo esteso impatto sull’ambiente, tanto da avere una preoccupazione globale, si chiede che le sue implicazioni legali, ecologiche ed etiche siano esaminate da parte di un organismo internazionale indipendente prima di ogni ulteriore ricerca e sperimentazione; con grande rammarico abbiamo il reiterato rifiuto dell’Amministrazione degli Stati Uniti per mandare qualcuno di persona a testimoniare l’audizione pubblica o di una qualsiasi riunione successiva dalla commissione competente sui rischi pubblici ed ambientali connessi con il programma HAARP attualmente finanziato in Alaska.

Nell’ottobre 2001, un disegno di legge simile fu presentato al Congresso degli Stati UnitiDennis Kucinich, il deputato democratico ed ex capo della Armed Services Oversight Committee, propose al 107° Congresso, la “The Preservation of Space Act, HR2977“.

Questo chiedeva il divieto di armi spaziali basate con specifico riferimento HAARP nella sezione (c):

La nozione di “exotic weapons systems” comprende le armi destinate a danneggiare spazio o ecosistemi naturali (come l’atmosfera e ionosfera superiore) o clima, tempo e sistemi tettonici (terremoti) con lo scopo di indurre danni o distruzione su un target di popolazione o regione sulla terra o nello spazio.

Nello stesso disegno di legge, Dennis Kucinich elencava ‘scie chimiche’come una delle armi base dello spazio da bandire.

Questo è un velivolo che vola ad alta quota spruzzando sostanze chimiche nell’aria: un programma di Stati Uniti ed Europa, osservati con sempre maggior frequenza negli ultimi due anni.

A differenza delle normali scie di condensazione dei motori a reazione – che si formano quando lo scarico del motore caldo condensa, molto simili a quando si espira l’aria fuori dalla bocca in una giornata fredda – le scie chimiche persistono per ore, trasformando un cielo sereno in una foschia lattiginosa, in un processo che US Air Force chiama “oscuramento aereo“.

Cosa venga spruzzato non è ben chiaro: le sole striature biancastre nel cielo che spesso formano delle griglie, sono la prova del programma. U.S. Airforce’s Boeing KC-135 sembra essere la fonte principale delle scie chimiche in Nord America.

La Hugbes Aircraft Company è in possesso di un brevetto relativo ad un meccanismo per spruzzare nell’atmosfera ossido di alluminio con un jet, dallo scarico del motore.

Alcuni ricercatori ritengono che alcuni dei metalli spruzzati – specialmente il bario – siano progettati proprio per interagire con le frequenze elettromagnetiche generate da HAARP.

Infine, in relazione a possibili scenari della legge marziale ed alle recenti e bizzarre interruzioni di elettricità che hanno colpito 50 milioni di americani e canadesi nel mese di agosto 2003 ed un mese dopo colpirono Londra, Italia e Danimarca, nel sito web di HAARP si legge:

I disturbi della ionosfera alle alte latitudini, possono anche agire in modo tale da indurre grandi correnti nelle reti elettriche: si ritiene che queste possano causare le interruzioni di corrente.

Continuate pure a pensare che HAARP sia una stazione radio che trasmette musica leggera… e che le scie chimiche servano ad abbellire il cielo. Auguri

Fonte: http://www.gamerlandia.net/

Terremoto: nuove scosse nel Pollino, la piu’ forte di magnitudo 3,7


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25/11/2012   alle 9:28 una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 a 7,5 km di profondità ha colpito il Pollino con epicentro nella stessa area da anni colpita da un intenso sciame sismico.

Dopo appena due minuti alle 9:30 un’altra scossa di magnitudo 2.6 ha interessato la zona.

Le localita’ prossime all’epicentro sono i comuni di Rotonda (PZ), Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello (CS).
Secondo i rilievi registrati dall‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia il primo evento sismico e’ stato registrato alle ore 9.28 con magnitudo 3.7.

A questo ne sono seguiti altri quattro: alle ore 9.30, 9.36, 9.42 e 9.52

con magnitudo rispettivamente di 2.6, 2.5, 2.9 e 3.0.

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile

non risultano al momento danni a persone o cose.

 

21 dicembre 2012: tra un mese la fine del mondo?


Manca un mese alla fine del mondo. La fatidica data predetta dai Maya, il 21 dicembre 2012, si avvicina inesorabile. Cosa succederà? Probabilmente niente. Ma sicuramente il mondo si fermerà a valutare qualsiasi anomalia, movimento, discordanza per trovarne un possibile collegamento con la fine imminente.

Invasioni alienetempeste solarieruzioni catastrofiche.

Sono solo alcune delle cause che porteranno il mondo a scomparire. Tuttavia, nessuna teoria rigorosamente scientifica appoggia tali previsioni. Così, l’asteroide che potrebbe impattare con il pianeta avrebbe rimandato di circa tre mesi la suddetta collisione.

Il 15 febbraio 2013, dunque, è la nuova data che potrebbe vedere uno scontro apocalittico distruggere, in tutto o in parte, il nostro pianeta. Ma c’è chi parla anche del 2020-2030. Per quell’epoca, dicono gli scienziati, esiste una discreta probabilità che un asteroide possa passare vicinissimo alla Terra. E se Nibiru, ovvero il pianeta X, è per alcuni l’asteroide in questione, per altri rappresenta la provenienza di un’invasione aliena. Punti di vista.

Non sono nemmeno pochi quanti vedono nella previsione catastrofica una proficua trovata commerciale. Non è raro vedere in circolazione kit di sopravvivenza o riserve di semi e di cibi a lunga conservazione. Sono in affitto anche bunker sotterranei. In Francia, ad esempio, esisterebbe un rifugio contro la fine del mondo. Si troverebbe sul monte Bugarach, a 1.231 metri di altezza.

Secondo alcuni, questa località potrebbe essere l’unica risparmiata dalla catastrofe del 2012. Sono in molti quelli che stanno cercando di acquistare una casa nella zona per potersi salvare. Area che però sarà chiusa proprio in prossimità del 21 dicembre. Il picco si trova sui Pirenei e gli immobili presenti sul luogo hanno raggiunto prezzi improponibili.

Una storia che ricorda molto da vicino quella del gruppo di italiani rifugiati ormai da tempo nella penisola dello Yucatàn, nella patria dei Maya.

Sono famiglie di origine italiana e fanno parte di un’associazione, la Quinta Essencia, di cui però non si sa molto, se non che cerca di preservare l’equilibrio ecologico del pianeta. Del gruppo associativo non viene fatto trapelare alcunché. Si sa solo che queste famiglie, dopo aver preso la cittadinanza messicana, hanno deciso di vivere all’interno del “rifugio delle aquile”, un gruppo di grandi ville attrezzate per l’arrivo dell’apocalisse, con porte e finestre a prova di esplosivo, tunnel sotterranei e rifugi.

Ma qual è il punto di vista della Nasa a riguardo?

L’agenzia spaziale americana si accosta a tale profezia con un piglio più realistico.

Riguardo Nibiru, per esempio, dopo averlo declassato da pianeta ad asteroide, si affretta a confermare le voci che la possibile collisione con la Terra non avverrà il 21 dicembre.

Più volte negata, altre volte confermata, l’identità di Nibiru è avvolta dal mistero.

E se la fine del mondo venisse dal Sole?

Le tempeste solari hanno ciclo regolare, i cui picchi si verificano ogni 11 anni. Le eruzioni di plasma solare possono causare interruzioni nelle comunicazioni satellitari, sebbene gli studiosi siano occupati a produrre dispositivi sempre più sofisticati con il compito di proteggerci. Questo 2012, di tempeste ed eruzioni, ne ha subite tante. Il picco però si attende per il 2013. Ecco che anche questa volta la fine del mondo non sarebbe in programma per dicembre.

Con buona pace dei Maya, dunque, tra smentite e conferme, il prossimo mese nulla di quello che noi abbiamo letto nella profezia di quest’antica civiltà dovrebbe verificarsi.

Non dimentichiamo, infatti, che i Maya vedevano nel 21 dicembre un inizio e non una fine. Forse, suggestionati da fenomeni sempre meno prevedibili e sempre più dolorosi, ci siamo ritrovati nel leggere in tale profezia una fine dove, effettivamente, non vi è.

Fonte: http://www.nextme.it

 

Eruzione solare: una nuova tempesta in questo 2012


 

Il sole si è risvegliato dal sonno, nel suo ciclo di 11 anni. L’attività della nostra stella si sta intensificando sempre di più, e il prossimo anno probabilmente avranno luogo numerose eruzioni e tempeste solari.

Al momento la Nasa e lo Space Prediction Weather Center stanno registrando numerosi eventi di questo tipo.

È probabile che domani 23 novembre una nuova tempesta geomagnetica possa investire la Terra.

L’attività della Regione 1618 sta continuando a crescere e, secondo lo SPWC ha tutte le carte in regole per generare una maggiore attività solare nei prossimi giorni.

Anche la Nasa ha osservato l’aumento dell’attività solare, con due eruzione avvenute una dopo l’altra lo scorso 16 novembre in un periodo di quattro ore.

Gli eventi sono stati osservati dal Solar Dynamics Observatory alla luce ultravioletta.

Le due eruzioni, però, a differenza di quella di ieri, non hanno spinto le loro particelle fino alla Terra.

La scorsa settimana, martedì 13 e mercoledì 14 novembrealtre eruzioni hanno animato la superficie del sole scatenando una tempesta geomagnetica che non ha creato disagi ai satelliti in orbita, ma ha dato luogo a numerose aurore boreali e fenomeni spettacolari ammirati dagli osservatori situati alle alte latitudini.

 

Fonte:   http://www.nextme.it

 

Terremoto di magnitudo 4.4 nella Piana di Gioia Tauro


 

Un terremoto di magnitudo 4.4  è stato registrato nella provincia Reggio Calabria alle ore 8,06.

Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica il sisma è avvenuto a una profondità di 75,7 km.

L’epicentro si è registrato nella zona meridionale della Piana di Gioia Tauro, in un’area densamente abitata che comprende i comuni di Bagnara, Cosoleto, Delianuova, Melicuccà, Palmi, San Procopio, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Scido, Seminara e Sinopoli.

La scossa è stata avvertita dalla popolazione ma secondo i primi accertamenti non ha provocato danni a persone o cose. A Sant’Eufemia d’Aspromonte, dove gli scolari erano appena entrati in aula, le classi sono state evacuate per prudenza dopo aver avvertito il sisma, ma per l’istituto non sono segnalate conseguenze e le attività sono poi riprese. Lezioni e attività regolari anche nella altre scuole e negli uffici.

Gli effetti del sisma si sono sentiti anche nelle altre province calabresi, fino a Cosenza. Secondo i vigili del fuoco, il fatto che non risultino, al momento, danni, malgrado l’intensità della scossa, si spiega con la circostanza che il sisma si è verificato a 75 chilometri di profondità, con una ripercussione attenuata, dunque, in superficie. La scossa, inoltre, non è stata seguita da repliche immediate.

Secondo gli esperti della sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) il “motore” che ha generato la scossa è il fenomeno per il quale la Placca jonica tende a scivolare sotto la Calabria.

Lo stesso tipo di movimento il 29 agosto scorso aveva provocato un terremoto di magnitudo 4,6 in mare, nella zona dello stretto di Messina, anche in quel caso il sisma era avvenuto in profondità e non era stato seguito da repliche.