Terremoto devastante in Iran, magnitudo 7,8


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La scossa è stata avvertita anche nei Paesi del Golfo e in India, a Nuova Delhi

Sarebbero almeno 40 i morti del violento terremoto con magnitudo pari a 7,8 gradi sulla scala aperta di Richter che ha fatto tremare l’Iran.

L’epicentro e’ stata al confine con il Pakistan, in una zona montuosa e desertica.

Il tremore e’ stato avvertito intorno alle 12.44 in tutta l’area del Golfo Persico e non solo: a Dubai, in India (a New Delhi hanno tremato gli edifici piu’ alti), in Pakistan (a Islamabad, Peshawar e Multan), e negli Emirati Arabi.

L’Usgs ha corretto al ribasso la violenza del sisma, pochi secondi dopo aver dichiarato, fornendo le misurazioni preliminari, che la magnitudo era di 8 gradi.

Molti uffici sono stati evacuati ad Abu Dhabi. Squadre della Croce Rossa sono state inviate nei luoghi.

Il terremoto odierno segue quello di una settimana fa nell citta’ portuale di Bushehr, vicino a un impianto nucleare rimasto pero’ intatto, che ha ucciso 30 persone e ferite altre 300.

La centrale non e’ stata danneggiata nemmeno dal sisma di oggi.

GUARDIAN, CITTADINA DI 1000 ABITANTI COMPLETAMENTE DISTRUTTA

La cittadina di Hiduch, nel sud dell’Iran, e’ stata “completamente distrutta” dal violento terremoto di magnitudo 7,8 che ha fatto tremare il Paese.

Lo riferisce il corrispondente del Guardian, Jason Burke, su Twitter, citando fonti iraniane a Kerman. Nel 2006 la cittadina era abitata da un migliaio di persone.

SISMA REGISTRATO ANCHE IN INDIA, TREMANO EDIFICI NEW DELHI

Il forte sisma ha fatto tremare gli edifici piu’ alti di New Delhi. Molte le persone uscite di corsa in strada. Il sisma, secondo testimoni ‘in loco’, e’ stato avvertito in tutta l’area del Golfo Persico.

 

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Terremoto in Giappone:magnitudo 6,0


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Sisma di magnitudo 6,3, a sudovest della città di Kobe  23 feriti, 7 sono gravi

Giappone, ci sono danni e crolli di alcune pareti delle abitazioni. 

Cominciano ad arrivare le prime foto da Awaji, nella prefettura di Hyogo, epicentro di un forte sisma avvenuto ieri sera alle ore 22:33 di magnitudo 6,0 ad una profondità compresa tra 5 e 10 chilometri verso il basso in confronto al livello del mare.

Nelle ore successive al terremoto, sono cominciate ad arrivare le notizie circa i feriti registrati nell’area.

La causa va ricercata nel crollo di alcuni edifici e parte di abitazioni che, nonostante non abbiano subito danni ingentissimi, hanno fatto in modo che i danni siano stato importanti.

L’arcipelago giapponese, che sorge alla congiunzione di più faglie, è una delle aree più sismiche del mondo. L’epicentro è stato localizzato a 9 km da Sumoto, a sud di Osaka ad una profondità di soli 5,3 km, riferisce l’Istituto Geologico Usa (Usgs).

Minore è la profondità dell’ipocentro maggiore è l’effetto in superficie.

 

Giappone, scienziato russo prevede nuovo forte terremoto entro due anni


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Senza paura di essere denunciato, un importante scienziato prevede una nuova forte scossa in Giappone entro pochissimo tempo

Il terremoto che solo nel 2011 ha colpito il Giappone, di una potenza violentissima e di magnitudo 9,0, potrebbe ripetersi nel giro di due anni.

E’ quanto afferma lo scienziato russo Alexei Liubushin, appartenente all’Università di Fisica della Terra appartenente all’Accademia russa.

Si tratta di una dichiarazione molto importante, che pone di fronte la medesima nazione ad un pericolo molto serio. Sempre secondo lo stesso esperto, il terremoto non ha rilasciato una sufficiente quantità di energia e le placche dell’area sono in grado di rilasciarne dell’altra e di pari intensità.

Liubushin ha fatto queste dichiarazioni durante la Conferenza della European Geophysical Union, che si sta tenendo in questi giorni nei pressi di Vienna.

Durante le dichiarazioni è voluto inoltre entrare nei dettagli, specificando che la zona della regione Nankai, nei pressi di Tokyo, potrebbe essere l’epicentro di un terremoto molto forte a cavallo tra il 2013 ed il 2014.

fonte: http://www.centrometeoitaliano.it

Forte terremoto M. 7.1 a Papua : trema forte tutta l’Isola


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Alle ore 6:42 italiane, una forte scossa di terremoto fa tremare tutti i sismografi mondiali.

Secondo quanto riporta l’USGS, istituto sismologico americano, l’epicentro del sisma molto intenso è stato fissato nel cuore dell’Isola di Papua, in Indonesia.

L’intensità del movimento tellurico risulta pari a magnitudo 7,1 della scala Richter ed una profondità ipocentrale di circa 35 chilometri.

Sembrerebbe che l’area colpita non sia fortemente abitata, ma una zona con morfologia del territorio poco “disponibile” ad ospitare grandi città.

A circa 250 chilometri dall’epicentro, le città maggiormente vicine al sisma risultano Enarotali, Abepura, Jayapura: tutti luoghi in cui terremoti del passato distrussero diverse abitazioni e case dei villaggi.

A fianco è possibile notare la mappa relativa al medesimo sisma, dove viene indicato orario zona esatta e luogo visto dal satellite.

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fonte: http://www.centrometeoitaliano.it

Gli esperti avvisano: ” USA a rischio tsunami”


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Il problema, dicono gli esperti, non è tanto se avverrà, ma quando avverrà. E sarà mostruoso.

L’oggetto di tanta apprensione è il terremoto sottomarino che prima o poi colpirà la costa occidentale degli Stati Uniti. Un terremoto devastante seguito da un altrettanto terribile tsunami, paragonabili per potenza ed effetti a quelli che due anni fa hanno sconvolto il Giappone.

Il conto alla rovescia è già scattato in Oregon, uno degli Stati che si affacciano sull’Oceano Pacifico. Le autorità hanno commissionato uno studio per valutare l’impatto che un sisma del genere potrebbe avere su quel territorio: il rapporto finale è stato presentato nei giorni scorsi.

Ne esce un quadro agghiacciante. Ma quelle pagine, che descrivono scene di morte e di distruzione, devono anche suonare  come un drammatico campanello di allarme per esortare alla prevenzione.

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In caso di un terremoto di magnitudo 9.0– come quello che l’11 marzo del 2011 ha distrutto la regione giapponese di Tohoku- e di uno successivo tsunami di proporzioni titaniche,

in Oregon morirebbero almeno 10 mila persone. Intere città sarebbero sommerse dalle ondate colossali. 

Ponti, strade, dighe ed edifici– incluso il palazzo del governatore, nella capitale Eugene- crollerebbero. I sopravvissuti si troverebbero a fronteggiare l’apocalisse senza acqua potabile, energia elettrica, gas, riscaldamento, linee telefoniche e rifornimento di carburante forse addirittura per mesi. Dal punto di vista economico, il terremoto provocherebbe danni e perdite per 30 miliardi di dollari.

Lo scenario non è nè terroristico nè fantasioso. Quello che gli esperti hanno previsto, per un possibile futuro imminente, si basa su dati scientifici. Ed è già accaduto in un recente passato.

Questa area costiera degli Stati Uniti, notoriamente sismica,  nel corso della storia è stata infatti colpita da vari terremoti. Il più devastante risale a  lgennaio del 1700: all’epoca ad essere rase al suolo furono solo ampie distese di foreste. Ma ora, su quei terreni, si innalzano highway e grattacieli…

 

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Non solo. Quel sisma ebbe conseguenze devastanti anche dall’altra parte del Pacifico: le alte onde di tsunami provocate dalla scossa percorsero migliaia di chilometri per poi abbattersi sulle coste del Giappone. “Potrebbe accadere di nuovo”, ha ammonito Kent Yu, il capo della commissione che ha elaborato lo studio, l’Oregon Seismic Safety Policy Advisory Commission,  aggiungendo:”Si tratta solo di capire quanto presto avverrà“.

Dunque è solo questione di tempo. Osservata speciale è la faglia di Cascadia, che si estende per circa 1100 chilometri di fronte alla costa del Pacifico del Nord ed è la responsabile della scossa gigantesca di 3 secoli fa.

Secondo le statistiche, questa linea di faglia scatena i terremoti in media  ogni 240 anni circa. Quindi è decisamente  in ritardo rispetto al solito. Ma non potrà tardare ancora molto.

Secondo i relatori del rapporto, Oregon e Giappone dal punto di vista geologico sono pressochè speculari e corrono gli stessi rischi. Con una grande differenza, però: il Giappone è molto più preparato ad affrontare i megaterremoti rispetto al suo dirimpettaio ed ha investito svariati miliardi nella prevenzione.

Il governo Usa no. E in pericolo non c’è solo l’Oregon, ma tutta la costa occidentale dell’America del Nord, dalla British Columbia in Canada fino alla California.

Quest’ultima vive da sempre in attesa del “Big One”, il sisma dirompente provocato dalla famigerata faglia di Sant’Andrea, nel sud dello Stato.

A memoria d’uomo, la scossa più forte è stata registrata nel 1690, poi la zona è rimasta più o meno tranquilla fino ad ora.

Non è una buona notizia, visto che secondo una recente ricerca i grandi terremoti di solito qui si verificano ogni 180 anni e questa faglia ormai sta accumulando energia da più di 300 anni.

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In California c’è poi un altro punto molto critico, nella regione del Lago Tahoe, al confine con il Nevada, dove si trova un’ altra faglia che si muove, provocando terremoti, ogni 3000/4000 mila anni.

E l’ultimo risale a circa 4500 anni fa. Un’ altra scadenza già superata, dunque,  e una minaccia pericolosamente incombente.

Non è al sicuro neppure la costa orientale degli States. Sono state recentemente scoperte delle linee di faglia vicino a New York.

Pensate: l’impianto nucleare di Indian Point, a circa 40 chilometri a nord della metropoli, sorge proprio all’intersezione- fino a poco tempo fa, non nota- di due zone sismicamente attive.

Potenzialmente, in ciascuna di queste regioni degli Stati Uniti, entro un lasso di tempo breve, potrebbe verificarsi un terremoto.

I ricercatori hanno calcolato le percentuali di rischio che ciò accada: indicano tra il  7 e il 15 per cento che un grande sisma colpisca l’intera zona del Nord Pacifico entro i prossimi 50 anni, ma fino al 37 per cento di chance che avvenga nella sola area compresa tra Oregon e nord California.Una possibilità su tre. Non c’è da scherzare.

fonte: http://www.extremamente.it

Terremoto in Polonia: forte scossa avvertita nel sud


 

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Alle ore 22:09, una forte scossa di terremoto è stata registrata in Polonia ed esattamente nel settore sud occidentale della Nazione.

Stando ai dati preliminari riportati da vari ed affidabili istituti sismologici presenti in Europa,

il sisma si attesta intorno ad una magnitudo di 5.0 della scala Richter e ad una profondità compresa tra i 5 ed i 10 chilometri.

Stiamo parlando di una zona a basso rischio sismico che tuttavia  nell’ ultimo anno è soggetta ad un intenso sciame sismico e quello di stasera è uno dei maggiori picchi di intensità raggiunti in questo lasso di tempo.

Le città che si trovano maggiormente vicine all’epicentro sono Glogow e Lebnica, due importanti centri che, secondo quanto detto dagli stessi abitanti in seguito a diverse interviste, presentano edifici non a norma antisismica e di conseguenza potrebbero aver subito dei danni a seguito del movimento tellurico.

A livello geologico si tratta di un sisma piuttosto anomalo, trovandosi nel centro di una placca litosferica e non al suo margine, ma sono movimenti tellurici che storicamente si sono verificati, seppur raramente.

 

TERREMOTO IN TOSCANA ED EMILIA: magnitudo 4.8


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Oggi in coincidenza di alcune esercitazioni belliche di natura segreta della Nato sulla più pericolosa faglia sismica italiana, in fondo al Mar Ionio, sono state registrate dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, scosse sul Gran Sasso, Val Nerina, Garfagnana, Maiella e nel Crotonese. 

Una scossa di terremoto è stata avvertita attorno alle 15.50 a Bologna, Modena e Reggio Emilia.

È durata qualche secondo. La scossa è stata avvertita anche in Toscana, in particolare a Firenze e provincia. Panico in Garfagnana.

La gente si è riversata in strada a Lucca e Pisa.

L’episodio sismico si è sentito anche a Milano. Social network invasi da messaggi di paura. 


In un’ora tra la Toscana e l’Emilia si sono registrate 10 scosse.

La prima – la più forte, di magnitudo 4.8 – è stata segnalata alle 15.48 mentre l’ultima – di magnitudo 2,3 – è avvenuta alle 16.51.

Il distretto sismico delle scosse è individuato nella Garfagnana, eccetto per la scossa delle 16.22, localizzata a Frignano, in Emilia.

La Garfagnana è considerata dagli esperti una zona dall’alto rischio sismico: nel 1920 l’intera regione fu devastata da un forte terremoto superiore ai 6,5 gradi.

La popolazione della regione si è riversata nelle piazze dei paesi e si è ammassata nelle aree ritenute «sicure» e individuate dalla protezione civile come tali.

Questi tremori tellurici, di origine artificiale, hanno un unico comune denominatore, la scarsa profondità dell’ipocentro che varia dai 6,9 ai 20,7 chilometri.

Ultima singolarità, evinta dalla lettura delle ordinanze numeri 10 e 12 della Guardia Costiera di La Spezia: sono in corso “esercitazioni militari con tiri scoppianti” nell’Alto Tirreno, in zona “tango 803” che si protrarranno fino all’8 febbraio 2013.

Bollettino terremoti in Italia (INGV): 
http://cnt.rm.ingv.it/

Esercitazioni belliche di sommergibili nucleari NATO:

http://www.guardiacostiera.it/capitanerieonline/ordinanze.cfm?id=42

http://www.guardiacostiera.it/capitanerieonline/ordinanze.cfm?id=2

http://www.guardiacostiera.it/capitanerieonline/ordinanze.cfm?id=17