Enorme asteroide sfiorerà la Terra il 31 Maggio 2013


asteroid 2013 05 14-640

Secondo la NASA l’enorme asteroide 1998 QE2 sfiorerà la Terra a fine mese, esattamente il 31 Maggio 2013. L’asteroide 1998 QE2,  ha una dimensione di circa 2,7 chilometri,  passerà a circa 5.800 mila miglia dal nostro pianeta (15 volte la distanza tra la Terra e la Luna).
Anche se l’evento non è di grande interesse, per i ricercatori di asteroidi pericolosi sarà interessante seguire passo passo il passaggio di questo enorme macigno spaziale, anche per coloro che sono impegnati in astronomia e radio astronomia e avere accesso a un telescopio radar di 70 metri o più.
Asteroid-1998-QE2
L”asteroide 1998 QE2 sarà un bersaglio radar del superbo [osservatorio] Goldstone e Arecibo e ci auguriamo di una serie di immagini ad alta risoluzione che potrebbe rivelare un sacco di caratteristiche della superficie“, commenta l’astronomo Lance Benner, dell’osservatorio Goldstone.
Ogni volta che un asteroide si avvicina fornisce quindi un importante occasione scientifica per studiare in dettaglio per determinare la sua dimensione, forma, rotazione, caratteristiche di superficie e quello che possiamo dire circa la loro origine“, ha detto Benner, aggiungendo che sarà ” molto emozionante vedere le immagini dettagliate della asteroide per la prima volta “.
fonte: http://www.segnidalcielo.it/

Sfruttamento geotermico e terremoti: l’Ingv emette un comunicato importante


Geotermia e sfruttamento del sottosuolo, l’Ingv apre un’inchiesta ed emette un comunicato

Lo sfruttamento geotermico del suolo ed i terremoti sembrerebbero essere collegati. Secondo alcuni studi condotti da diversi ricercatori infatti, sembrerebbe che le perforazioni mirate alla presa di energia dal sottosuolo siano in grado di provocare piccoli terremoti.

Anche l’Ingv ha deciso di mobilitarsi in tal senso, effettuando un nuovo studio che possa relazionare la micro sismicità e la pericolosità sismica in funzione delle attività industriali. E’ quanto si legge all’interno di un comunicato emesso lo scorso gennaio, dove vengono specificati alcuni passaggi chiave come il continuo monitoraggio per valutarne maggiormente nel dettaglio gli effetti.

Non vengono tuttavia specificate le zone maggiormente interessate dalla sismicità indotta, ma viene fatto un discorso più generale. Di seguito il testo integrale.

Sfruttamento Geotermico

Lo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dall’Università di Napoli, fornisce uno strumento che permette di valutare gli effetti della sismicità indotta dallo sfruttamento geotermico e di valutare come la pericolosità vari nel tempo in funzione delle attività industriali, quali iniezioni o emungimento di fluidi. La tecnica proposta nello studio si basa sull’analisi in continuo, nel tempo e nello spazio, dei parametri utilizzati per la valutazione della pericolosità sismica.

Nello studio si evidenzia infatti come la variazione di uno o più parametri possa portare ad una variazione sia della probabilità di avere eventi potenzialmente più dannosi che della pericolosità sismica, richiedendo quindi agli operatori una ri-calibrazione delle operazioni di campo.

La tecnica permetterà di studiare la sismicità indotta, oltre che nel caso dello sfruttamento delle aree geotermiche, anche relativamente all’estrazione di idrocarburi e all’immagazzinamento di anidride carbonica.

 

fonte: http://www.centrometeoitaliano.it

Emilia, l’esperta Ingv comunica importanti rilasci anomali di gas prima del terremoto


Il sisma di ieri di magnitudo 3,8

è stato preceduto da un importante rilascio di gas Metano lungo fratture e pozzi dal sottosuolo

 

Fedora Quattrocchi, tecnologo dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, è stata intervistata dalla testata giornalistica il resto del carlino di Ferrara, a seguito della scossa di terremoto avvenuta ieri 4 maggio 2013  di magnitudo 3,8 della scala Richter avvenuta alle ore 7:11.

La stessa non si mostra sorpresa da questo movimento tellurico, specificando nell’intervista che il sisma è stato preceduto da importanti emissioni di gas metano avvenute lungo fratture e pozzi nel cuore del ferrarese.

In un documento inviato alle autorità lo scorso 29 aprile, veniva proprio messo in evidenza il continuo rilascio di gas registrato dalle strumentazioni specifiche e adatte al rilevamento delle anomalie delle particelle nell’aria.

Gas

Non essendo in grado ancora di prevedere i terremoti con dettaglio, Quattrocchi sta portando avanti una sorta di ‘campagna’ con il fine di aumentare la concentrazione su uno studio che potrebbe essere innovativo sotto certi aspetti. L’analisi delle anomalie gassose poco prima di un terremoto infatti non è un tema nuovo che viene affrontato in Italia. Giampaolo Giuliani infatti, prima e dopo il terremoto dell’Aquila ha messo al corrente la comunità scientifica di quanto il Radon possa essere un precursore sismico.

Queste fuoriuscite dal sottosuolo, indicherebbe che le rocce stanno subendo delle pressioni ed il limite di elasticità sarebbe in procinto di essere raggiunto.

Tuttavia la mancanza di fondi sarebbe un ostacolo primario per un contributo a questa ricerca.

fonte: http://www.centrometeoitaliano.it

E’ ufficiale: H.A.A.R.P. crea nuvole di plasma


arco chmico e scia

 

E’ ufficiale: H.A.A.R.P., il sistema di antenne polarizzate, spacciato ufficialmente per impianto utile a studiare la ionosfera, ha creato nuvole di plasma, secondo i piani indicati anche nel famigerato documento “Owning the weather in 2025”, dove sono menzionati gli A.I.M, ossia “artificial ionospheric mirrors“, specchi ionosferici artificiali, schermi atti a riverberare i campi elettrodinamici nell’ambito di operazioni militari, quali l’intercettazione di missili ed il rilevamento di bersagli.

Rammentiamo che il plasma è il quarto stato della materia dove agli atomi sono strappati gli elettroni, grazie all’irradiazione di potenti energie.

Le nuvole di bario ed i cirri artificiali di bassa quota (smart clouds), prodotti con gli aerei chimici sono strati di simil-plasma con i quali sono veicolate e dirette le onde elettromagnetiche, simulando e ricostruendo a basse altitudini le caratteristiche elettriche della ionosfera.

L’affermazione secondo cui viviamo in un gigantesco forno a microonde non assume valenza solo metaforica…

Sul sito della Marina militare statunitense è stata recentemente riportata la notizia circa nubi di plasma create con il sistema H.A.A.R.P. 

Fisici ed ingegneri che lavorano come ricercatori nei laboratori della Marina degli Stati Uniti alla Plasma physics division (Dipartimento di fisica del plasma), lavorando al programma High-frequency Active Auroral Research Program H.A.A.RP., ossia Programma di ricerca attivo aurorale con l’alta frequenza, nella struttura di Gakona (Alaska, Stati Uniti d’America) hanno prodotto con successo una duratura nuvola di plasma ad alta densità nell’atmosfera terrestre.

questo link le prime righe dell’annuncio dato sul sito ufficiale della struttura militare.

Nell’articolo viene specificato che, a differenza delle nuvole di plasma generate precedentemente, che duravano appena dieci minuti, questa volta si è riusciti a creare una sfera di plasma più denso.

La sfera è stata mantenuta “in vita” per un’ora dalle emissioni delle antenne della stazione H.A.A.R.P. e si è dissolta solo dopo che sono state interrotte le irradiazioni elettromagnetiche dell’installazione ubicate a Gakona.

Di là dai particolari tecnici, viene puntualizzato come l’esperimento, che ha impiegato emissioni sulle alte frequenze con una potenza pari a 3.6 megawatt, sia “part of the Defense advanced research projects agency (D.A.R.P.A.) sponsored Basic Research on Ionospheric Characteristics and Effects (BRIOCHE) campaign to explore ionospheric phenomena and its impact on communications and space weather, ovvero “parte della ricerca di base sugli effetti e le caratteristiche ionosferiche della D.A.R.P.A. (l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata nel campo della difesa – laddove per difesa, è noto, si intende l’esercito), un’iniziativa per esplorare i fenomeni della ionosfera ed i suoi impatti sulle comunicazioni e sul clima spaziale”.

Abbiamo quindi la precisa conferma che si tratta di un progetto bellico. L’articolo riferisce pure che “tali nuvole di plasma vengono usate come schermi artificiali alla quota di cinquanta chilometri, un’altitudine inferiore rispetto alla ionosfera.

Queste nuvole artificiali sono volte a rilfettere i segnali elettromagnetici ad alta frequenza dei radar e dei sistemi di comunicazione”. Inoltre “la prossima iniziativa di H.A.A.R.P., in programma per l’inizio del 2013, includerà sperimentazioni per sviluppare nuvole di ionizzazione, ovvero di plasma, ancora più consistenti e stabili”.

 

fonti: http://scienzamarcia.blogspot.it