Lo Shuttle segreto del Pentagono, X-37B, rientra dopo 2 anni


Venerdì 17 ottobre alle 18:24 ora italiana è atterrata, presso la base militare di Vandenberg, in California, una delle missioni spaziali più segrete di sempre. Si tratta dell’ X-37 B, una versione in miniatura e senza equipaggio dello Shuttle, che è in orbita attorno alla Terra dall’11 dicembre 2012. In totale ha volato per 675 giorni, un record.

TOP SECRET. Che cosa abbia fatto lassù negli ultimi 2 anni resta un mistero. Ufficialmente il velivolo è un OTV, un Orbital Test Veichle, che la NASA avrebbe impiegato per testare nuove tecnologie. Quali? Non è dato saperlo. «La missione è top secret» ha dichiarato a Business Week il capitano Chris Hoyler, uno dei portavoce della US Air Force.

X-37B

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lungo circa 9 metri e alto 3, l’X-37B è stato fabbricato dalla Boeing in collaborazione con la NASA, con la US Air Force e con la DARPA, l’agenzia della Difesa che si occupa di progetti speciali. Nel sito della Boeing si legge che il velivolo ha l’obiettivo di esplorare tecnologie utili alla realizzazione di veicoli spaziali riutilizzabili da impiegare in missioni di supporto a  lunga durata.

 

fonte: http://www.focus.it/

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Super tempesta solare, appello degli scienziati ai governi: “Prima o poi arriverà, preparatevi”


 

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 Una task force internazionale di ricercatori lancia l’allarme: un fenomeno intenso potrebbe mettere ko linee elettriche, telecomunicazioni e trasporti.
Nel 1989 una tempesta intensa ma non da record causò un black out di 10 ore in alcune zone degli Usa 
L’unica certezza è che prima o poi accadrà e dunque è meglio farsi trovare pronti.
Secondo i ricercatori della task force internazionale SolarMax, una supertempesta solare potrebbe colpire la Terra causando estesi black out e mandando in tilt i satelliti Gps e per le telecomunicazioni.
Dalla rivista Physics World hanno lanciato un appello ai governi, affinché si preparino.
A rischio sono soprattutto le zone più vicine ai poli.
Possibili problemi per linee elettriche, telecomunicazioni e trasporti
Il nostro pianeta viene periodicamente colpito da super tempeste di questo tipo: accadde nel 1859 e probabilmente nel 1921.
Solo che oggi viviamo in un mondo ipertecnologico, che potrebbe essere messo in seria difficoltà da problemi alle linee elettriche, nelle telecomunicazioni e nei trasporti.
Un assaggio si è avuto nel 1989, quando una tempesta solare particolarmente forte provocò un black out di dieci ore in alcune zone degli Stati Uniti.
In caso di evento da record, il gruppo SolarMax arriva a prefigurare perfino scenari “catastrofici” con effetti “a lungo termine”,
come dice la sua portavoce, Ashley Dale dell’Università di Bristol. Farsi trovare pronti, sostengono, è dunque indispensabile.
Gli effetti maggiori alle alte latitudini  Le particelle provenienti dal Sole raggiungono costantemente la Terra e le aurore polari sono uno dei loro effetti più spettacolari.
Il campo magnetico terrestre le lascia penetrare soprattutto alle alte latitudini, quindi per la sua posizione l’Italia è meno a rischio rispetto alle zone più vicine ai poli.
Uno dei possibili rischi per Europa occidentale e meridionale, spiega Mauro Messerotti dell’osservatorio astronomico di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), ”è quello del malfunzionamento dei sistemi di navigazione e localizzazione Gps, perché i segnali radio dai satelliti Gps vengono disturbati dalla ionosfera perturbata e da forti emissioni radio del Sole”. –

Le previsioni climatiche sul pianeta terra


In questo annuncio da parte della corrotta amministrazione statunitense in collusione con il loro dipartimento del governo ombra F.E.M.A. è un omaggio mortifero per quello che verrà scatenato agli americani per la prossima stagione. Grazie alla formidabile HAARP/EMF e la consapevolezza tecnologica delle scie chimiche e con il monitoraggio da parte della comunità alternativa saremo in grado di individuare in sintesi le armi della geo-ingegneria, armi climatiche in uso più che mai quest’anno, in grado di fornire un sistema precoce di allarme.
In sintesi, saranno in grado naturalmente di assicurarsi tempeste devastanti che potrebbero accadere anche ora, facciamo in modo da tenere gli occhi aperti.
Le loro false “previsione” (QUI il video), e tutto a causa delle “emissioni di carbonio”, naturalmente, incolpando quello che la natura e l’umanità produce naturalmente ed è di vitale importanza per la vita sul nostro pianeta.

Ancora più strano è fatto che il canale meteo, di proprietà e manipolato da società statali, compreso il NOAA, prevede una stagione di catastrofici uragani, mentre il TWC (un canale TV via cavo che opera in 29 paesi) citano gli effetti del riscaldamento di El Niño nel Pacifico.
  
Nota bene che la corrente dei venti generati da El Niño dovrebbe normalmente moderare il clima. Questi sono i tipi di correnti, come la corrente a getto, sono in grado di guidare utilizzando la tecnologia per il controllo del tempo. Se le cose non dovessero andare come previsto, potrebbero benissimo essere utilizzati i flussi naturali, facendole convergere con correnti manipolate da altrove, che solitamente vengono effettuate su grandi centri abitati, come hanno fatto molte volte prima.


La loro continua aggressione è fatta in modo per dare l’allarme. 

Obama avverte di uragani devastanti 
e del cambiamento climatico
Pur essendo informato dai funzionari del quartier generale della Federal Emergency Management Agency (FEMA), Obama, ha esortato il pubblico a prepararsi ora per la stagione degli uragani di quest’anno.

“Obama ha detto: i cambiamenti che stiamo vedendo sul nostro clima, significa che, purtroppo, come le tempeste di sabbia potrebbero finire per essere più comuni e più devastanti.
 
“Inoltre ha aggiunto: è per questo che ci stiamo prodigando e, ad affrontare i pericoli di inquinamento da anidride carbonica che hanno contribuito a causare questo cambiamento climatico e il riscaldamento globale. E’ per questo motivo, che siamo così preparati, con l’aiuto di reparti formidabili, pensando a come possiamo costruire un’infrastruttura più elastica”. (fonte)

Un’altra “infrastruttura elastica” come tutti sappiamo è una neo-lingua orwelliana per azioni e controlli più draconiani. La tesi è che si potrebbe anche iniziare a istituirne una prima del tempo.

Ecco cosa è la F.E.M.A.

La FEMA è praticamente il riassunto di quelli che costituiscono le “forze oscure”, istituendo campi di internamento nei quali hanno abusato e devastato ogni post-catastrofe ad oggi. Per i più di voi questa ricerca è nuova. Puoi iniziare QUI sulla FEMA e il governo ombra e QUI per geo-ingegneria e QUI sull’uso delle armi meteorologiche. E’ la stessa implementazione come l’Agenda 21 per rendere più morbido il territorio e concentrare le popolazioni in gruppi controllabili, portando a conoscenza con False flag, la tesi dell’ingegneria delle catastrofi e, farle apparire “naturali” e/o “spontanee” fuori controllo e per rendere la popolazione (inconsapevole) chiedendo disperatamente aiuto al governo … il quale si dimostrerà molto felice di esaudire qualunque desiderio che li porti affondo.

by Zen Gardner 
ZenGardner.com

L’Antartide si sta frantumando: l’allarme della Nasa


Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide ha superato il punto di non ritorno, la calotta glaciale occidentale antartica (Wais, Western Antarctic Ice Sheet) sta collassando e, se il fenomeno dovesse allargarsi a tutta l’area, i mari salirebbero fino a 4 metri nei prossimi secoli.

Non è la prima volta che si legge un allarme sul riscaldamento globale, questa volta a suonarlo sono due pesci molto grossi: la NASA insieme all’Università della California con uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters, e i ricercatori dell’università di Washington, che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Science. Come si legge sul sito del Jet Propulsion Laboratory della NASA non c’è più niente da fare per fermare il ghiacciaio dallo scioglimento nel mare.

Quello di cui si parla in entrambi i casi è il ghiacciaio Thwaites, lungo la costa di Amusden, che è il cardine dell’intero sistema Wais. Qui i ghiacci “si stanno sciogliendo più velocemente di quanto la maggior parte degli scienziati avesse previsto” e ormai “il collasso di questo settore dell’Antartide occidentale sembra inarrestabile” spiega Eric Rignot, ricercatore del JPL.

Non solo: quando questo ghiacciaio sarà scomparso il collasso si propagherà alle aree adiacenti, minando gran parte della calotta che ricopre l’Antartide occidentale.

Gli scienziati hanno valutato tre elementi principali: i cambiamenti nella velocità di flusso dei ghiacci verso il mare, le porzioni di ghiacciaio che galleggiano sull’acqua marina, la pendenza del terreno che reclina verso il mare e la sua profondità sotto al livello del mare. Questo perché i ghiacciai hanno l’estremità a galla sul mare. Il punto in cui un ghiacciaio perde il contatto con la terra è chiamato linea di messa a terra. Quasi tutti gli scioglimenti dei ghiacciai si verificano sul lato inferiore oltre la linea di terra, nella sezione galleggiante sull’acqua di mare. L’innalzamento della temperatura del mare sembra quindi la prima causa dello scioglimento.

Nell’area monitorata però il ghiaccio era un tempo saldamente appoggiato al fondo, ora galleggia, a indicazione che l’acqua sta erodendo il ghiacciaio dal basso. Un processo lungo, che finora è progredito con una velocità piuttosto modesta, ma che tra 200-500 anni accelererà in modo repentino, fino a erodere le aree più interne.

Il ghiacciao Thwaites si scioglie in mare

Cosa c’entra la NASA? Fra il 1992 e il 2011 l’agenzia spaziale statunitense ha registrato le rilevazioni dello European Earth Remote Sensing (ERS-1 e -2) proprio per mappare la linea di arretramento del ghiacciaio, mediante una tecnica chiamata interferometria radar, che permette agli scienziati di misurare con una precisione di pochi millimetri il movimento della superficie. I ghiacciai infatti si muovono orizzontalmente scorrendo a valle, e le loro porzioni galleggianti oscillano verticalmente al cambiare delle maree. Per conferma sono state poi fatte rilevazioni con l’Operation IceBridge della NASA, una flotta di aerei con a bordo la più sofisticata suite di strumenti scientifici mai assemblati per rilevare le variazioni di spessore dei ghiacciai, delle calotte polari e dei ghiacci marini.

Il risultato è che “il crollo di questo settore dell’Antartide occidentale sembra inarrestabile, e il fatto che il ritiro [dei ghiacci, N.d.R.] avvenga simultaneamente su un ampio settore suggerisce che il tutto sia stato innescato da una causa comune, come ad esempio un aumento della temperatura dell’oceano sotto alle sezioni galleggianti dei ghiacciai. A questo punto, la fine di questo settore sembra inevitabile“.

La NASA ha fatto sapere che, vista la situazione e l’importanza di questo ghiacciaio, continuerà a monitorare l’evoluzione da vicino per il prossimo anno. Probabilmente aveva ragione Stephen Hawking: dobbiamo muoverci a trovare un Pianeta si cui scappare. Intanto perché non impegnarci tutti per inquinare meno? Nel nostro piccolo sembra inutile, ma forse è il caso di iniziare a ragionare su scala globale.

 

fonte: http://www.tomshw.it/cont/news/allarme-ghiacci-in-antartide-scioglimento-inevitabile/56048/1.html

Protezione Civile: Cataclisma in arrivo sull’Italia


Non solo naturali. I terremoti possono essere provocati dalla mano armata dei criminali in divisa e doppiopetto. Morti annunciate e danni garantiti. Basta spulciare le carte della Protezione Civile, perché quelle correlate del Consip attualmente non risultano consultabili, per capire che dopo le elezioni europee gli “alleati” manderanno in onda un’altra catastrofe, dopo la strage che hanno provocato a L’Aquila il 6 aprile 2009, causando la morte di 309 persone, nonché danni stimati approssimativamente in 12 miliardi di euro. Per la cronaca: il centro storico aquilano non è stato ancora ricostruito, nonostante le menzogne berlusconiane. Il governo di matrice napolitana ha stanziato appena 5 miliardi di euro.
I mafiosi di Washington dove colpiranno questa volta? Forse il Mezzogiorno così come annunciato dagli esperti statali del regime italiano? In ogni caso, sono in corso due particolari bandi di gara. Il primo (12 marzo 2014) recita: «Gara, indetta da Consip, per conto del Dipartimento della Protezione Civile, per la prestazione del servizio di trasporto di materiali di protezione civile».

Sul sito istituzionale di Consip però si legge: «Attenzione. È possibile che la pagina sia stata spostata o che non sia più disponibile… Presidenza del Consiglio dei Ministri: Importo a base asta (IVA esclusa): Importo massimo pari a 3.000.000,00 (tremilioni/00) IVA esclusa €. Data Pubblicazione: 12 marzo 2014. Data scadenza: 7 maggio 2014. sede di gara: Consip SpA a socio unico – Via Isonzo, 19/E – Roma – 00198 – Italia. Durata appalto: 36 mesi».

Il bando per la seconda gara è del 9 aprile 2014. «Oggetto: Gara, per conto del Dipartimento della Protezione Civile, suddivisa in tre Lotti geografici, per la conclusione di un Accordo Quadro ex art. 59 del D.Lgs. n. 163/2006 per la fornitura, il trasporto ed il montaggio di Soluzioni Abitative in Emergenza ed i servizi ad esse connessi – Edizione 2 (ID 1490). C.I.G. : Lotto 1: CIG 50498178CF; Lotto 2: CIG 5049882E71; Lotto 3: CIG 50499430CC. Importo a base asta (IVA esclusa): 1.188.000.000,00 €. Data Pubblicazione: 9 aprile 2014. Data scadenza: 1 luglio 2014. Durata appalto: 6 anni».

 

Un sisma telecomandato. Un giorno o l’altro lo Stato, o meglio i governi tricolore a partire da Berlusconi fino a Renzi, dovranno sempre spiegare al popolo sovrano, come mai all’alba del 6 aprile 2009, nell’aquilano dopo il terremoto delle 3:32 c’erano già le colonne mobili dei vigili del fuoco dell’Emilia Romagna, addirittura giunte prima di quelle abruzzesi.

 

La ditta criminale Berlusconi & Bertolaso dovrà anche fornire delucidazioni sullo sgombero segreto della prefettura di L’Aquila, annunciato da un fax (intercettato), tre giorni prima della scossa fatale, mentre fino all’ultimo istante la stessa Protezione Civile aveva tranquillizzato la popolazione locale a restare nelle proprie case. In loco un altro fatto è certo: l’aerosolterapia bellica in corso nel 2009. Come mai la Procura della Repubblica di L’Aquila non ha investigato e non indaga almeno adesso su questi fatti criminosi?

 

Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/05/protezione-civile-cataclisma-in-arrivo.html#more

Luna: Nasa, missione Ladee e misteriosi raggi crepuscolari


Il 6 settembre, la Nasa ha lanciato il veicolo Ladee (Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer) per indagare sui misteri dell’atmosfera lunare; in particolare, quei raggi di luce crepuscolare osservati dagli equipaggi delle missioni

Apollo 8, 10, 15 e 17 una decina di secondi prima dell’alba e del tramonto lunare.

Sulla Terra, vediamo raggi crepuscolari ogni volta che la luce del Sole penetra fra le nuvole della sera e nella foschia.

Sulla Luna, questi raggi non dovrebbero vedersi. “La Luna ha ancora un’atmosfera, anche se molto piu’ tenue della nostra”, ha spiegato Richard Elphic, scienziato responsabile di Ladee. “E’ una miscela impalpabile – ha continuato – di argon-40 che filtra dal terreno a causa del decadimento radioattivo dell’interno del satellite, oltre a elio, sodio, potassio. E’ mille miliardi meno densa di quella della Terra e nessun gas e’ presente in quantita’ sufficiente a spiegare i raggi crepuscolari”.

Il tassello mancante di questo puzzle potrebbe essere la polvere: quando la luce del Sole cade sulla Luna, le radiazioni Uv elettrificano il terriccio non protetto e forse fanno salire verso l’alto i granelli di polvere lunare, che vanno a incontrare i gas gia’ presenti; questo potrebbe spiegare i raggi crepuscolari visti dagli astronauti

Misteriose onde radio provenienti dall’Universo


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Onde radio sono state generate a miliardi di anni luce di distanza, viaggiando attraverso le profondità del cosmo fino ad arrivare qui, sulla Terra. Gli scienziati sono riusciti a rilevare queste misteriose emissioni, rivelando che potrebbero avuto origine a distanze cosmologiche, quando l’Universo aveva solo la metà della sua attuale età.

Segnali brevissimi e isolati nella banda delle onde radio, della durata di appena qualche millisecondo, che appaiono senza preavviso nel cielo.

A osservare questi enigmatici impulsi radio provenienti dallo spazio profondo è stato un team internazionale di scienziati, tra cui quattro ricercatori dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari e dell’Università di Cagliari sfruttando il radiotelescopio australiano di Parkes del  Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (CSIRO).

Da dove provengono questi segnali? Chi o cosa li ha prodotti? Circa sei anni fa, una singola raffica di onde radio di origine sconosciuta fu riconosciuta come proveniente dal di fuori della nostra galassia. All’epoca, però, i ricercatori non erano sicuri su cosa fosse o se fosse una lettura vera.

Alcuni ipotizzarono un colpo di fortuna e un errore nei dati. Negli anni successivi, rastrellando le profondità dell’Universo alla ricerca di una conferma delle loro letture, gli astronomi si sono imbattuti in questa nuova scoperta che genera più domande che risposte. Con cosa abbiamo a che fare?

Anche se gli autori della ricerca, guidata da Dan Thornton dell’Università di Manchester nel Regno Unito, avanzano l’ipotesi che tra i responsabili di queste emissioni impulsive potrebbero esserci oggetti celesti estremi, come stelle di neutroni o buchi neri, la natura ultima delle sorgenti che hanno prodotto questi lampi-radio è ancora al momento sostanzialmente sconosciuta.

Tante sono le domande che si affollano nei ricercatori guardando a questi segnali, ma nello studio, pubblicato nell’ultimo numero della rivista Science, c’è già qualche fondamentale certezza. I lampi radio arrivano a Terra scaglionati in tempi diversi, in ragione della lunghezza d’onda di osservazione su cui si sintonizza il radiotelescopio. 

Questo fenomeno è noto come dispersione ed è dovuto agli effetti del gas elettricamente carico che le onde radio attraversano nel loro tragitto. Più lungo è il cammino percorso, più grande è lo sparpagliamento con cui percepiamo gli impulsi.