Eclissi solare 2015. Attenzione al blackout


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Venerdì 20 Marzo. Una data da tenere a mente perché tra meno di tre giorni ci sarà l’eclissi di sole del secolo, che però torna ad essere una questione che non riguarda solamente astronomi ed astrofili ma che potrebbe implicare problemi pratici sulla vita quotidiana di tutti gli italiani con un rischio black-out. 

Ciò perché si tratta della prima grande eclissi di sole da quando la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (ed il solare è al primo posto) è diventata predominante nel paniere energetico delle nazioni europee, basti pensare alla Germania dove un quarto dell’elettricità è prodotta dai pannelli solari. Essendo i sistemi energetici europei fortemente interconnessi (basti pensare al mega blackout di qualche anno fa dovuto alla caduta di un albero in Svizzera) il gestore della rete elettrica Italiana, TERNA ha disposto per il 20 Marzo il distacco dalla rete di tutti gli impianti eolici e fotovoltaici con questo comunicato:

” Terna ha disposto il distacco per 24 ore di tutti gli impianti eolici e fotovoltaici da 100 o piu’ kiloWatt connessi alle reti di distribuzione in media tensione, venerdì’, quando, in mattinata e per circa due ore, si verificherà’ un’eclissi parziale di sole“ 

Per chi volesse alzare lo sguardo al cielo, la raccomandazione è quella di non farlo mai ad occhio nudo e neppure con rimedi fai-da-te come le due paia di occhiali da sole sovrapposti o il classico vetrino affumicato: meglio munirsi di un paio di occhiali da saldatore con indice di protezione numero 14, oppure di occhialini che usano materiali (mylar o astrosolar) in grado di proteggere la vista. La stessa raccomandazione vale anche per chi ha intenzione di usare binocoli e telescopi.

Il ‘baciò tra sole e luna inizierà alle 10,31 a Roma, pochi secondi dopo anche a Milano, e durerà complessivamente un’ora.

Dal Nord Italia si potrà vedere la Luna coprire più del 70% del disco solare, dal Sud circa il 50%.

 

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Super tempesta solare, appello degli scienziati ai governi: “Prima o poi arriverà, preparatevi”


 

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 Una task force internazionale di ricercatori lancia l’allarme: un fenomeno intenso potrebbe mettere ko linee elettriche, telecomunicazioni e trasporti.
Nel 1989 una tempesta intensa ma non da record causò un black out di 10 ore in alcune zone degli Usa 
L’unica certezza è che prima o poi accadrà e dunque è meglio farsi trovare pronti.
Secondo i ricercatori della task force internazionale SolarMax, una supertempesta solare potrebbe colpire la Terra causando estesi black out e mandando in tilt i satelliti Gps e per le telecomunicazioni.
Dalla rivista Physics World hanno lanciato un appello ai governi, affinché si preparino.
A rischio sono soprattutto le zone più vicine ai poli.
Possibili problemi per linee elettriche, telecomunicazioni e trasporti
Il nostro pianeta viene periodicamente colpito da super tempeste di questo tipo: accadde nel 1859 e probabilmente nel 1921.
Solo che oggi viviamo in un mondo ipertecnologico, che potrebbe essere messo in seria difficoltà da problemi alle linee elettriche, nelle telecomunicazioni e nei trasporti.
Un assaggio si è avuto nel 1989, quando una tempesta solare particolarmente forte provocò un black out di dieci ore in alcune zone degli Stati Uniti.
In caso di evento da record, il gruppo SolarMax arriva a prefigurare perfino scenari “catastrofici” con effetti “a lungo termine”,
come dice la sua portavoce, Ashley Dale dell’Università di Bristol. Farsi trovare pronti, sostengono, è dunque indispensabile.
Gli effetti maggiori alle alte latitudini  Le particelle provenienti dal Sole raggiungono costantemente la Terra e le aurore polari sono uno dei loro effetti più spettacolari.
Il campo magnetico terrestre le lascia penetrare soprattutto alle alte latitudini, quindi per la sua posizione l’Italia è meno a rischio rispetto alle zone più vicine ai poli.
Uno dei possibili rischi per Europa occidentale e meridionale, spiega Mauro Messerotti dell’osservatorio astronomico di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), ”è quello del malfunzionamento dei sistemi di navigazione e localizzazione Gps, perché i segnali radio dai satelliti Gps vengono disturbati dalla ionosfera perturbata e da forti emissioni radio del Sole”. –

H.A.A.R.P. l’arma più distruttiva che sia mai stata inventata!


HAARP

Proponiamo alcuni estratti da un articolo scritto da Alessio Di Benedetto ed intitolato Angeli, non suonate quest’arpa. Come è noto, con H.A.A.R.P. si intende un gigantesco sistema di antenne ubicate a Gakona (Alaska), il cui scopo ufficiale è lo studio della ionosfera, ma che in realtà è una potente arma per manipolazioni climatiche e tettoniche.
Occorre ricordare che impianti simili, altrettanto potenti, sorgono anche altrove, in Svezia, Russia, Francia, Italia… Lo studio di Alessio Di Benedetto è un contributo fondamentale, poiché dovuto ad un esperto nel campo delle frequenze: l’autore, infatti, è docente di Storia ed estetica musicale presso il conservatorio di Foggia.
Ha scritto numerosi libri di argomento musicale, in cui spazia dalla storia antica alla fisica, dalla simbologia alle scienze di frontiera. Le sue numerose pubblicazioni hanno riscosso grande successo di critica e di pubblico. Chi meglio di Di Benedetto dunque, abituato a disquisire di armoniche, frequenze, vibrazioni… può comprendere i veri fini di H.A.A.R.P.? Il testo illumina, con mirabile chiarezza e sulla base di investigazioni scientifiche, la relazione tra risonanza Schumann, la pulsazione naturale della Terra, e l’inquinamento elettromagnetico.
E’ doveroso ringraziare ancora una volta il gentilissimo Dottor Gianni Ginatta che ci ha segnalato l’articolo. Validissimo ricercatore, animato dal sincero desiderio di verità, al Dottor Ginatta vanno i nostri attestati di stima per la sua abnegazione e per il suo disinteressato sostegno. L’uomo materialistico, assetato di potere e di odio per il mondo ed il creato, ha messo a punto un sistema di distruzione del Canto della Terra, la cui voce risuona alla frequenza di 7,83 htz.
HAARP Warning Sign
Ci riferiamo al Progetto H.A.A.R.P., un vero e proprio piano di manipolazione mentale, per controllare il nostro modo di pensare. Esso è stato realizzato dai poteri forti statunitensi attraverso l’emissione nell’atmosfera di segnali sonori molto bassi (infrasuoni) che interferiscono con il flusso di onde analoghe irradiate dal cervello umano. Non dimentichiamo che, dal punto di vista della Fisica vibrazionale, tutti i processi biologici dipendono dalle interazioni dei campi elettromagnetici e gravitazionali. Qualsiasi attività umana organica e vitale pulsa in risonanza con la frequenza Schumann.
La nostra stessa salute dipende dall’accordo con siffatto suono. L’alterazione artificiale di cui è fatta oggetto questa frequenza della Terra ci impedisce di sognare, di fantasticare, d’inventare, di stare in pace con noi stessi e con gli altri. […]
Il cervello emette onde che, nello stato di veglia, funzionano all’incirca tra 13 e 33 hertz (onde Beta) o che durante lo stato di meditazione profonda variano tra 3 e 7 hertz. Le onde Alfa (7-12 hertz) si sprigionano nel dormiveglia o in una condizione meditativa leggera.
Infine vi sono le onde Gamma (34-60 hertz) che sono preposte a collegare tempo e spazio a livello neuronale e ad interrelare la realtà in quanto interpretazione complessiva (memoria e coscienza).
L’uomo è il prodotto di un’interferenza d’onda generata tra il suo campo elettrodinamico e la risonanza di cavità Schumann. Il cervello umano è un complicatissimo congegno ricetrasmittente.
Ne consegue che le turbolenze geomagnetiche causate da H.A.A.R.P. e dall’innalzamento della temperatura terrestre  (provocato anche dalle scie chimiche, n.d.r.), provocano disturbi mentali e del comportamento.
L’elettrosmog potrebbe oggi causare cambiamenti evolutivi incontrollabili e distruggere alcune specie viventi nonché scatenare attacchi cardiaci, tentativi di suicidio, crimini efferati…
La cassa di risonanza Terra-Ionosfera subisce delle modulazioni naturali derivanti dalle macchie solari, dal ciclo lunare, dalle maree che variano lo spessore risonante della biosfera.
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Progetti come H.A.A.R.P., che riscaldano o eliminano la ionosfera, costituiscono potenzialmente una minaccia di proporzioni catastrofiche per gli equilibri armonici degli esseri viventi e del pianeta.
L’innalzamento della risonanza Schumann deriva da immissioni di reti elettromagnetiche artificiali e di cluorofluorocarburi che stanno distruggendo l’ecosistema vibrazionale terrestre.
Nulla a che vedere dunque con la ventilata elevazione della coscienza planetaria. […]
Già nel 1915 Nikola Tesla rilasciò un’intervista al New York Times in cui affermò che era possibile alterare la ionosfera. Variando le frequenze in gioco ed i tempi di esposizione, si possono ottenere i seguenti risultati: – influire in maniera drastica sul tempo atmosferico; – provocare terremoti; – interferire con le onde cerebrali di uomini ed animali; – generare esplosioni nucleari senza ricaduta radioattiva; – eseguire la tomografia della Terra; – irradiare calore persino in bunker situati a grandi profondità; – eliminare le comunicazioni su aree specifiche vaste, mantenendo quelle militari.
La ionosfera è simile ad una sottile pelle protettiva contro le particelle ad alta energia che viaggiano verso la Terra dal Sole.
Dan Eden ricorda che persino un buco temporaneo o uno strappo in questo campo ionizzato potrebbe produrre delle mutazioni genetiche e persino la morte. Alcuni scienziati temono pure che la ionosfera potrebbe collassare per uno squilibrio elettrico. […]
Siamo perciò di fronte ad una delle armi geofisiche il cui potere devastante non ha confini e che è in grado di produrre alluvioni o siccità, esplosioni radianti a qualsiasi altitudine e sotto la crosta terrestre, provocando terremoti di qualsiasi entità.
Fonte : Tanker enemy

Scienziati NASA disorientati dal comportamento insolito del Sole. Nuova stella sta forse rivoluzionando le loro teorie?


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L’attuale ciclo solare 24 si sta ormai rivelando il più debole degli ultimi 50 anni, sebbene fino a poco tempo fa le previsioni davano tutto il contrario, definendolo come il più intenso ciclo solare degli ultimi 400 anni.
Gli scienziati sembrano totalmente disorientati dal comportamento del Sole, la verità è che la nostra Stella è una continua “sorpresa” in questi ultimi tempi, sembra che qualcosa di imprevedibile stia mutando all’interno del Sistema Solare.
Molte persone ritengono che parlare ancora oggi di un Pianeta X in fase di avvicinamento sia diventato obsoleto, ma sembra che la NASA si stia sempre più aprendo a nuovi concetti in merito allo “studio” di altri Corpi Spaziali nelle vicinanze.
Il nostro sistema planetario potrebbe trovarsi coinvolto in una singolare fase di “incrocio tra orbite” con un micro sistema stellare sconosciuto.
Ma andiamo con ordine.
Nel 2012 le temperature hanno infranto il precedente record di “oltre 1 grado” negli Stati Uniti…e questa è un’enormità!
Tutti gli stati hanno avuto temperature superiori alla media, soprattutto lungo la costa Nord Est, dove questi valori hanno contribuito ad alimentare le numerose catastrofi che si sono abbattute sugli USA (uragani Isaac e Sandy e i tornado nelle Great Polains, Texas e la valle dell’Ohio) provocando disastri che hanno raggiunto la soglia del miliardo di dollari di danni.
Nel nostro paese molti giornali hanno sminuito quei dati, descrivendo una crescita delle temperature più bassa di quella realmente registrata.
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Foto sopra: il 2012 è stato l’anno più caldo nella storia degli Stati Uniti. Questo grafico (fonte NOAA) mostra come il picco delle temperature abbia superato i precedenti, infrangendo ogni record addirittura di oltre 1 grado.
 La cosa più interessante è che proprio in questi giorni è stato pubblicato un rapporto dal National Research Council (NRC), riportato sul sito della NASA Science, dal titolo: “Gli effetti della variabilità solare sul clima della Terra,” un documento che espone diversi modi estremamente complessi con cui l’attività solare può influenzare il nostro pianeta.
Comprendere le possibili connessioni tra il Sole e il clima terrestre richiede conoscenze specifiche nel settore della fisica, l’attività solare, la chimica atmosferica e la dinamica dei fluidi, la fisica delle particelle energetiche, e la storia geologica della Terra.
Ma siccome nessun singolo ricercatore scientifico dispone dell’intera gamma di conoscenze necessaria per poter approfondire il problema, l’NRC ha dovuto riunire numerosi esperti provenienti da tutto il mondo, fondendo gli studi in un contesto multi-disciplinare.
Diversi ricercatori si sono confrontati sulle modalità di influenza del Sole sul clima terrestre e gran parte di questo seminario è stato dedicato alle interazioni con l’atmosfera e gli oceani, sulla termodinamica o sulla fisica dei fluidi. Charles Jackman del Goddard Space Flight Center, ha descritto come gli ossidi di azoto creati dalle particelle solari e i raggi cosmici nella stratosfera, possano effettivamente ridurre i livelli di ozono di una piccola percentuale. Isaac Held del NOAA, sostiene addirittura che la perdita di ozono nella stratosfera terrestre potrebbe alterare la dinamica dell’atmosfera sottostante, lo scienziato si lancia in una sorta di “ufficializzazione rivoluzionaria” sullo studio dei fenomeni atmosferici estremi:
“L’attività solare può, attraverso una serie complessa di influenze, spingere le tempeste di superficie fuori rotta”.
 Fino a “ieri” la maggior parte di scienziati, specie in Italia, riteneva che l’attività solare non potesse influenzare le tempeste, tantomeno spingerle fuori rotta. Dunque è forse in atto una apertura verso nuovi orizzonti?
La variabilità solare sta lasciando un’impronta sul clima, soprattutto nel Pacifico. Gerald Meehl del Centro Nazionale per la Ricerca Atmosferica (NCAR) ne è convinto e ha presentato prove fondamentali che attestano che i segnali del ciclo solare sono così forti in quella zona, che Meehl e i suoi colleghi hanno cominciato a chiedersi se qualcosa nel sistema climatico del Pacifico agisca per amplificarli.
L’immagine mostra come subentrano i raggi cosmici galattici e come i protoni solari
penetrano nell’atmosfera terrestre.
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Si è discusso molto anche del probabile collegamento tra il minimo di Maunder, periodo in cui (dal 1645 al 1715 d.C. circa) il numero di macchie solari divenne estremamente basso, e la parte più fredda della Piccola Era Glaciale, in cui l’Europa e il Nord America furono sottoposti ad un periodo gelido.
Attraverso recenti studi condotti grazie ai dati di High Precision Parallax Collecting Satellite (Hipparcos, Satellite per ottenere parallassi ad alta precisione), si è teorizzato che il Sole potrebbe anche essere sulla soglia di un piccolo minimo di Maunder, sebbene la teoria di un possibile evento simile ad una piccola “Era Glaciale” non sarebbe previsto almeno fino all’anno 2019.
Tuttavia l’attuale ciclo solare 24 si sta ormai rivelando il più debole degli ultimi 50 anni, sebbene fino a poco tempo fa le previsioni davano tutto il contrario, definendolo come il più intenso ciclo solare degli ultimi 400 anni.
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Le immagini sopra del Sole, sono state prese dal Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA, tracciano il livello crescente dell’attività solare, esse mostrano come il Sole si innalza verso il picco di questi ultimi 11 anni in corso, periodo di un ciclo completo di macchie solari”
Quello che possiamo chiaramente intuire è che c’è una sorta di confusione in tutto questo, gli scienziati sembrano totalmente disorientati da diversi anni, la verità è che la nostra Stella è una continua “sorpresa” in questi ultimi tempi. Matt Penn e William Livingston del National Solar Observatory prevedono infatti che il ciclo solare 25 (il prossimo) sarà caratterizzato da un’assenza totale di macchie solari; “se davvero il Sole sta entrando in una fase sconosciuta del ciclo solare, allora dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per comprendere i collegamenti tra attività solare e clima“, osserva Lika Guhathakurta della NASA. Hal Maring, climatologo presso la sede della NASA, ha affermato che sono state prese in seria considerazione tante possibilità interessanti.
 Tra queste non mancano le idee in merito allo studio di “altri corpi” dell’Universo.
 Negli ultimi anni, i ricercatori hanno “finalmente” preso in considerazione la possibilità che il Sole svolga un ruolo fondamentale nel riscaldamento globale. Ma la cosa più interessante è che gli scienziati si stanno decisamente aprendo a possibili “eventi” provenienti dall’esterno, a nuovi concetti in merito allo “studio” di altri Corpi Spaziali, i quali potrebbero perturbare le regolarità climatico/ambientali cicliche dei pianeti all’interno del nostro sistema planetario, Sole compreso.
A questo punto è lecito domandarsi: siamo certi che il Sole non venga influenzato da “qualcosa nei pressi” del Sistema Solare?
La Terra stessa potrebbe essere già sotto l’influenza di una “nuova energia” che si è aggiunta a quella del Sole e che sembra aumentare nel corso degli anni.
Un flusso che sprigiona radiazione elettromagnetica, vento solare e neutrini, sono tutti elementi che possono appartenere solo ad una stella nelle vicinanze…una “nana bruna”.
Il 15 Dicembre 2012, il NOAA/SWPC ha registrato un’impennata furiosa di particelle protoniche presenti nella nostra atmosfera in un momento in cui il Sole, da giorni, non mostrava alcun tipo di eruzione o brillamento tale da provocarne un rialzo così anomalo. Si trattava forse di un forte vento solare provenire da un’altra fonte stellare?
fonte;   http://dovestiamoandando-mardukkino.blogspot.it

Continuano i misteriosi boati negli Stati Uniti: affiora una nuova ipotesi


boato USA

 

“A questo punto, nessuno più si raccapezza. I geologi affermano che i boati non dipendono da sommovimenti tellurici. L’aviazione militare nega che sia un fenomeno aereo. Gli astronomi asseriscono che i rimbombi non c’entrano con fenomeni cosmici.

Quindi siamo a corto di spiegazioni” Jeffrey Braun, Ph.D., fisico dell’università di Evansville, nello stato dell’Indiana, a proposito dei misteriosi ed inquietanti boati che continuano a squassare gli Stati Uniti e non solo.

Cittadini esterrefatti seguitano a segnalare le spaventose deflagrazioni: le autorità brancolano (o fingono?) di brancolare nel buio. Si balbetta qualche timida delucidazione, ma subito dopo la si smentisce, poiché già rivelatasi del tutto destituita di fondamento (un aereo ha infranto la barriera del suono, è scoppiata una bombola di gas, è brillata una mina…).

La ricercatrice Linda Moulton Howe sta raccogliendo le testimonianze circa le assordanti detonazioni:

negli ultimi tempi ne sono state udite parecchie talora associate a lampi di luce nei centri e negli stati di seguito elencati. La lista va a ritroso nel tempo: dal 9 gennaio 2013 al 3 dicembre 2012.

• Albuquerque, New Mexico
• Salem, Massachusetts
• Riverdale, Utah
• Indiana sud occidentale
• Kentucky occidentale
• Illinois meridionale
• Anchorage, Alaska
• Verde Valley, Arizona
• Narragansett Bay, Rhode Island

Biosogna precisare che il fragore udito ad Anchorage ha preceduto di ventisei ore il terremoto che ha colpito la città di Anchorage in Alaska.

Vari esperti interpellati, però, tendono a respingere una correlazione tra il suono ed il sisma che ha toccato la magnitudo 7,5 della scala Richter.

Alcuni residenti hanno osservato che i suoni (spesso di bassa frequenza) sembrano provenire dall’atmosfera.

Sono dovuti forse a meteore? Il Professor Jeff Braun è incline ad escludere tale ipotesi:

“La caduta delle meteore può essere associata a rumori, ma ma quasi sempre gli aeroliti, quando entrano nell’atmosfera terrestre diventano visibili come sfere infuocate. Nondimeno tale fenomeno non è stato riportato dai testimoni”.

La manifestazione è sempre più enigmatica: alcune persone si riferiscono ad una serie di fragori, seguiti da un sordo brontolio. Intanto comincia ad essere ventilata una nuova congettura che, in verità inerisce a due ambiti, uno artificiale e l’altro naturale: la Moulton Howe, infatti, chiama in causa un non meglio definito “interfacciamento informatico” con altre dimensioni e cambiamenti relativi al Sole ed al pianeta Giove.

Speculazioni? Fantasie? Può darsi. Vero è che molte situazioni anomale vedono il coinvolgimento dei militari spesso intenti a compiere pericolose sperimentazioni di cui possiamo solo vagamente immaginare la vera natura.

(Vedi “Il nucleo“, 2012)

E’ anche possibile, come suggerito da recenti studi, che qualcosa nella struttura della materia-energia stia mutando.

I boati potrebbero essere la conseguenza di una concomitanza tra l’uso di dispositivi strategici e fenomeni nel sistema solare?

La dichiarata ignoranza degli scienziati in merito denota che siamo di fronte a qualcosa di eccezionale?

Questione intricata, ma forse non del tutto inestricabile.

 

fonte: http://www.tankerenemy.com

IL SOLE BIANCO


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Gli estremi meteo di oggi sono un prodotto dalla geo-ingegneria

 

Tutti gli scienziati concordano sul fatto che le conseguenze della geo-ingegneria non sono ben stabilite. Perché se ne parla in luoghi comuni,come se vivessimo in un esperimento. Uno studente di dottorato in Zirrusmodellierung professore di Fisica dell’Atmosfera presso il Politecnico federale di Zurigo scrive:

“Quanti e quali effetti negativi porta con sé la geo-ingegneria,certamente non sarà quello di determinare mai completamente le considerazioni teoriche dei modelli climatici.

Ma solo quando di fatto viene introdotto il solfato nella stratosfera, è possibile stimare l’entità dell’impatto.

Nachrichten.ch, 2012/07/12 , ha citato il ETH-Klimablog/6.12.2012 /)


Nelle azioni in corso della geo-ingegneria, da un lato sono stati gli sprayings, scie di aeromobili ed altri terrene applicazione di aerosol oltre a flotte oceaniche distribuite sul territorio 

(sia in relazione agli impulsi elettromagnetici di impianti HAARP), è pertanto gli esperimenti sul campo e, gli effetti sono solo appena esplorati.

Quindi si può essere quasi certi che le condizioni atmosferiche più estreme di oggi , vale a dire, l’improvviso cambiamento della temperatura sia in inverno che in estate di quasi 20 gradi, temporali incredibili con lampi innumerevoli, i venti feroci che si verificano a sorpresa parzialmente complete in stagioni che non sono esattamente conosciute per i venti forti e che portano in questo secolo una siccità mai vista prima, ecc, tutto questo non è un prodotto del presunto cambiamento climatico, ma sono un prodotto della megalomane geo-ingegneria.

Il tempo di par suo è completamente folle, che è abbastanza logico, dal momento che tutta l’atmosfera si è arricchita nel corso di questi esperimenti con aerosol artificiali e si arricchisce così ancora in corso d’opera, che vengono poi “licenziate” da parte degli impianti HAARP, al fine di ottenere gli effetti desiderati.

Lo Scienziato Dr. Richard Williams, che è stato sentito a causa della struttura HAARP in Alaska prima che la commissione convocata per il National Affairs, tra le altre cose, ha detto che:

“Voglio mettere in guardia il legislatore di una cosa a riguardo dell’Alaska, e, in aggiunta ai suoi effetti a livello locale potrebbe essere una minaccia per il clima globale. 
Si tratta dell’HAARP. (…) 

L’Energia di irraggiamento di questa portata il risultato potrebbe avere gravi conseguenze  sull’atmosfera. Questo potrebbe cambiare drasticamente le proprietà termiche dell’atmosfera e la loro rifrazione, la dispersione ed emissività rimarrebbe in un ampio intervallo nello spettro elettromagnetico.

Esperimenti a questo livello di energia, porterebbero grandi cambiamenti nella densità causando un caricamento delle particelle nell’atmosfera, che persisterebbero per qualche tempo, portando così a cambiamenti permanenti.

Che gli impianti HAARP sono in uso costante, è indicato dalla presenza quasi costante di modelli di nube a coste. Come l’interazione tra le scie chimiche e le operazioni HAARP, è nel documentario “Perché stanno spruzzando nel mondo“, è stato spiegato da parte di esperti.

Tornando alle condizioni atmosferiche più estreme. Che cosa significa questo per noi e soprattutto per la natura è difficile da immaginare. Si sta pensando solo delle perdite dei raccolti per gli agricoltori a causa della pioggia troppo o troppo poca, o su tutte le gemme che a gennaio vengono ora congelate a morte durante lo snap del eccessivo freddo. Si sta pensando a tutti gli animali che prendono la vita a causa dei giorni caldi della loro dormienza invernale e quindi morire di fame e/o congelamento.

Pensate a tutti gli alberi sono stati abbattuti per la tempesta a causa di danni della geo-ingegneria  (anche se avevano resistito per molti decenni, ad ogni tempesta naturale). E si può anche dire che non è da escludere che la geo-ingegneria è già costata la vita di alcune persone in Germania. Abbiamo qui le vittime fulmini di un temporale che ha fatto saltare tutte le dimensioni conosciute .

Per tutti questi danni e forse anche per gli autori di queste vite non avrebbero dovuto rispondere. Si vuole arricchire solo gli effetti positivi di queste misure e solo per loro. Le conseguenze devastanti per l’intero ecosistema, noi compresi, si accompagnano con l’approvazione e in alcuni casi anche di loro. Ma nessuno ci crede comunque, che le tecniche sono così avanzate che le tempeste , terremoti, inondazioni,siccità , ecc possono essere generati artificialmente.

La cosa importante è chiarire esattamente perché usano questi esperimenti sul campo, che include tutti noi.

E se quindi non si vuole tutto questo, bisogna assicurarsi di controllare solo la questione del perché il sole non è giallo, ma bianco. I bambini che crescono oggi, vedono il sole bianco e non più come lo vedeva la nostra generazione e le generazioni prima della nostra, che lo vedevano giallo.

Il sole lo si dipingeva di colore giallo brillante. I bambini di oggi dipingono il sole di colore bianco.

E queste sono proprio le conseguenze delle scie chimiche ufficialmente descritte .

fonte: http://ningizhzidda.blogspot.it

Tempeste Solari: NASA afferma che è attivo un satellite di allarme per informare l’umanità di una minaccia sulla Terra


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Di fronte alla minaccia di un blackout importante nelle comunicazioni satellitari che potrebbero verificarsi nel 2013, dopo un grave fenomeno chiamato ‘massimo solare’, la NASA afferma che il suo meccanismo di allarme rapido per informare l’umanità di una minaccia esistente sulla Terra è già attivo.

Una volta ogni 11 anni il Sole emette radiazioni molto più forti di eruzioni solari normali e violenti che si verificano più spesso, causando intenso bombardamento sul nostro pianeta dei raggi cosmiciACE (per il suo acronimo in inglese, Advanced Composition Explorer), uno dei satellite della NASA, pesa 596 chili ed è in orbita intorno alla Terra ad una altezza di circa 1,5 milioni di chilometri, è dotato di strumenti scientifici per l’analisi della composizione chimica e isotopica dei raggi cosmici intergalattici, il vento solare e la materia interstellare, nel tentativo di chiarire la loro origine.

Ha iniziato la sua missione nello spazio nel 1997 e, secondo l’Agenzia, è in buone condizioni fisiche.

Ha carburante per funzionare fino al 2024 Nel caso di una grande tempesta solare o di una espulsione di massa coronale (radiazione delle onde e del vento in Solar Sun che emerge in questi periodi di picco di attività ogni 11 anni),  ACE emette un segnale di allarme.
A seconda della velocità del vento solare, l’avviso puo ‘giocare’ in anticipo tra 20 minuti e un’ora prima dell’impatto. Per saperne di più su questo intervallo di tempo,  Alex Young, direttore associato del Dipartimento di Eliofisica Scientifica del Goddard Space Flight Center della NASA, dice che è un periodo sufficiente in modo che, ad esempio, gli astronauti che si trovano sulla ISS potrebbero fare in tempo per tornare alla relativa sicurezza nelle loro navi o per avvisare gli operatori di reti elettriche che i sistemi saranno sovraccaricati.
Una delle tempeste geomagnetiche più potenti, nella storia del massimo solare’ si è verificata nel 1859. Allora, il brillamento solare aveva causato un’aurora boreale visibile ai Caraibi, al punto che la gente tra le Montagne Rocciose si erano svegliati pensando che era mattina.

Un nuovo pesante bombardamento della Terra da parte dei raggi cosmici, potrebbe distruggere la maggior parte dei progressi tecnologici della nostra civiltà, compresa la comunicazione satellitare e maggior parte dei dispositivi elettronici.

Attualmente, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) sta sviluppando una rete globale di stazioni di monitoraggio per analizzare gli effetti del ‘massimo solare’ sulla Terra e le sue conseguenze.

Fonte: http://www.segnidalcielo.it