Messico: ufo entra nel vulcano Popocatepetl


La presunta presenza di un ufo nel cratere del vulcano Popocatepetl, ripresa in Messico da un telegiornale molto seguito, sta causando sconcerto e confusione nella popolazione locale, malgrado la comunità scientifica continui a diffondere scetticismo a piene mani riguardo all’episodio.

Lo scorso 25 ottobre, alle 20.45 ora locale, una delle telecamera usate per monitorare l’attività del vulcano, a circa 65 chilometri da Città del Messico, ha ripreso un oggetto luminoso in discesa nel cratere.

Le immagini sono state poi presentate nel telegiornale della sera del canale Televisa: l’oggetto vi appariva cilindrico, probabilmente metallico o comunque brillante, di grandi dimensioni, e sembrava muoversi a una velocità superiore a quella di un aereo.

La possibilità che si sia trattato davvero di un ufo è stata accolta dai dubbi della comunità scientifica locale. “Secondo me si tratta di un effetto ingannevole del video, perché non si vede nessuna interazione dell’oggetto con l’atmosfera o i gas e il fumo che s’innalzano dal vulcano”, ha detto ad esempio William Lee, dell’Accademia messicana delle Scienze. L’astronoma Julieta Fierro ha sottoscritto le perplessità del collega, segnalando che in base al filmato “é impossibile determinare se quello che si vede è un oggetto in caduta nel cratere o il riflesso di un qualcosa che sta avvenendo magari a milioni di anni luce dalla Terra”. Fonte: Ansa

Secondo gli specialisti l’oggetto registrato è di forma cilindrica ed è lungo almeno 1 chilometro e largo 200 metri, ovviamente non hanno idea da dove possa provenire. 

Si può notare chiaramente che questo corpo ha un’effettiva massa solida e non si tratta assolutamente di un disturbo tecnico, tantomeno di un meteorite.

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Terremoti: Attenzione al Sud Italia


 

Scuotimenti artificiali provocati dalla macchina bellica HAARP ? Morte e distruzione programmata dal Pentagono ?
A quanto pare il terzo mondo d’Europa (nella considerazione di chi detiene il potere) vale a dire il Mezzogiorno d’Italia questa volta rischia grosso, forse più di ogni altra.
Un potente sisma in aree già vulnerabili – anche sotto il profilo del dissesto idrogeologico – come la Calabria, la Sicilia, la Basilicata, la Campania, la Puglia ed il Molise sarebbe una catastrofe.
Se fate un salto a Messina, troverete ancora le baracche del terremoto datato 1908 ed all’interno i discendenti di quel tragico evento o addirittura qualche vecchia sopravvissuta. Identico copione per il terremoto del Belice e quello di Potenza (nelle baracche di un quartiere periferico della città lucana sorto a causa di un terremoto dimenticato dalla memoria collettiva, sopravvivono da qualche decennio persone e tanti bambini, accanto palazzoni della speculazione impunita).
Ma questa volta di naturale c’è ben poco. L’allarmismo c’entra niente: invece manca la prevenzione e l’attenzione istituzionale ad un territorio ferito da mezzo secolo ed oltre di attentati continui agli ecosistemi.
Cemento armato ed asfalto abusivo ma legalizzato dallo Stato e disboscamenti a ripetizione fino a denudare Madre Terra.
Nel Meridione latitano i piani di evacuazione per la popolazione civile in caso di simili disastri.
Dopo non avrà senso piangere i morti, perché non torneranno in vita. Ora bisogna reclamare, anzi pretendere subito dallo Stato italiano immediata sicurezza.
E se questo governo fantoccio del golpista soft Mario Monti nicchia, allora si scioglie democraticamente.
Il popolo è sovrano o no?
Previsione di strage – Un terremoto al Sud, tra Messina e Reggio Calabria potrebbe fare una vera e propria strage, non per colpa del sisma in sé ma per colpa dell’uomo e delle sue miopi scelte urbanistiche.  A certificarlo sul piano scientifico, c’è uno studio del 2008, presentato durante il convegno internazionale di Messina per il centenario del sisma che colpì la città nel 1908, provocando 86mila morti.
Il rischio che si verifichi un sisma in quell’area è concreto. Lungi dal creare allarmismi, la zona è spesso soggetta a terremoti. A firmare il documento, allora, furono 16 esperti, tra i sismologi dell’Ingv, l’Eucentre, il Centro europeo di ingegneria sismica e Rui Pinho, portoghese trapiantato in Italia, oggi responsabile di Gem, un progetto mondiale di prevenzione del rischio sismico.
Sul sito dell’Università di Messina è presente inoltre un documento che lascia alquanto  perplessi.
Si tratta di una versione più tecnica della stessa ricerca, infatti   le stime sul costo della riparazione del danno e sulle vittime a causa del collasso strutturale sono cancellate da una serie di omissis, o meglio di “X”.
E se, come pare, il numero di X corrisponde al numero di cifre cancellate, si parla di miliardi di euro e, appunto, decine di migliaia di morti.  E che dire della sorte di alcuni impianti chimici a Priolo, Melilli e Milazzo?
Quesiti elusi – Se regna la pace e non è stata dichiarata la guerra – almeno in via ufficiale – allora perché la base USA di Sigonella (imbottita di ordigni nucleari) ad un tiro di schioppo dal vulcano attivo Etna è in stato di massima allerta?
Per quale ragione il ministero della Difesa (tricolore) non ha fornito uno straccio di spiegazione alle innumerevoli esercitazioni belliche della Nato durante il corso di tutto l’anno 2012, esattamente nelle aree più sensibili del Mediterraneo, ovvero delle acque territoriali italiane, dove sorgono faglie sismiche attive e perfino il vulcano sottomarino Marsili?
USA – Chi pensate che abbia provocato il surriscaldamento globale? H.A.A.R.P. vi dice niente?
Il Protocollo di Kyoto è una foglia di fico? Ecco una spiegazione in pillole per gli adulti vaccinati.
Dietro la facciata di ricerca scientifica volta al miglioramento di radar, comunicazioni, sistemi geofisici per la ricerca di petrolio e depositi militari si nasconde lo sviluppo sperimentale di una potente tecnologia di irradiamento a radio-onde capace di dirigere quantità altissime di energia in località strategiche del pianeta. Come?
Sollevando con un raggio estese aree della ionosfera, quella zona dell’atmosfera compresa tra 40 e 600 miglia, e riscaldandole; onde elettromagnetiche rimbalzano indietro sulla terra e penetrano qualsiasi cosa vivente e/o morta.
H.A.A.R.P. utilizza i più elevati livelli di energia mai adoperati che provocherebbero modificazioni molecolari dell’atmosfera con conseguenti cambiamenti climatici, non solo ma le onde riflesse sulla superficie terrestre sarebbero in grado per la loro intensità e penetrazione di manipolare e disgregare i processi mentali umani.
Secondo alcuni scienziati l’utilizzo improprio e sconsiderato di tale energia potrebbe avere conseguenze cataclismatiche. Nessuno infatti è in grado di prevedere come la terra, che altro non è che un organismo biomagnetico reagirà a questo eccesso di radiazioni.
Infine ricordiamo che H.A.A.R.P. è la realizzazione pratica delle teorie di Nikola Tesla.
Le onde sismiche terrestri provocano fluttuazioni nella ionosfera misurabili attraverso i ricevitori fissi dei satelliti del GPS.
Il violento terremoto di Denali, in Alaska (3 novembre anno 2002) ha fatto tremare non solo la terra ma anche il cielo.
Lo conferma uno studio congiunto dell’Istituto di Fisica del Globo di Parigi e del California Institute of Technology di Pasadena.
La scoperta potrebbe migliorare le tecniche di rivelazione dei terremoti nelle regioni prive di network di strumenti sismici, compresi i fondali oceanici.
I ricercatori hanno usato con successo i satelliti del Global Positioning System (GPS) per tracciare una mappa dei disturbi nella ionosfera che sono seguiti alla violenta scossa, di magnitudo 7.9.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters”. La ricerca è stata condotta con il supporto dello Space Weather Applications Pilot Project dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che mira a sviluppare sistemi operativi di controllo delle condizioni atmosferiche che possono influenzare la vita sulla Terra. La ionosfera è una regione dell’atmosfera piena di particelle cariche che circonda la Terra fra i 75 e i 1000 chilometri di altezza.
Una delle sue caratteristiche è di interferire con le onde radio che vi si propagano attraverso.
Nel caso particolare dei segnali del GPS, le fluttuazioni nella ionosfera possono causare ritardi del segnale, errori di navigazione o, in casi estremi, diverse ore di sospensione del servizio in particolari località. Gli scienziati già da anni hanno studiato la capacità della ionosfera di agire come un amplificatore naturale delle onde sismiche che si muovono lungo la superficie terrestre.
Quando si è verificato il terremoto di Denali i ricercatori hanno raccolto i dati delle reti di centinaia di ricevitori fissi del GPS per mappare la struttura della ionosfera in tre dimensioni e in ogni dettaglio. Hanno così osservato un fronte d’onda caratteristico che si muoveva attraverso la ionosfera, con un segnale due o tre volte superiore al livello di fondo.
La Repubblica (22 giugno 1980) – Il quotidiano di Carlo De Benedetti (affiliato al Club Bilderberg), all’epoca diretto dal fondatore Eugenio Scalfari diede la seguente notizia in un trafiletto, 5 giorni prima della strage di Ustica (81 morti), di cui pubblicò un resoconto soltanto due giorni dopo la messa in onda del tragico “scenario di guerra” (così descritto dal giudice Rosario Priore nella famosa sentenza ordinanza).

Tanto per vedere l’effetto che fa:  «… un gruppo di scienziati piloterà una serie di esplosioni in mare aperto: si tratterà di piccoli terremoti artificiali … Gli esperimenti cominceranno il 29 giugno e proseguiranno fino al 21 luglio a bordo di una nave oceanografica del Cnr  (che finanzia tutta l’operazione) …  ci saranno scienziati italiani, tedeschi, francesi e austriaci faranno esplodere potenti cariche di dinamite. Le zone prescelte sono tre: il golfo di Gela, la fascia a sud-est di Capo Passero e il golfo di Milazzo…».
Bibliografia  utile:
Herzenberg C.L., Physics and Society, April 1994.
Williams R., Physics and Society, April 1988.
Eastlund B., Microwave News, May/June 1994.
Kofinan W.,  Lathuillere C., Geophysical Research Letters, Vol 14, No. 11, pp 1158-1161, November 1987 (Includes French experiments at EISCAT).
Metz G, Perkins F.W., “Ionospheric Modification Theory: Past Present and Future”, Radio Science, Vo1.9, No. 11, pp 885 -888, November 1974.
Bertell R., Planet Earth: The Latest Weapon of War, Black Rose Books Ltd 2001

Dal Terremoto di Messina1908 alla Valutazione di Scenari di Danno nel 2008

Terremoti bellici targati U.S.A.


Solo naturali o anche artificiali? E’ noto che la crosta terrestre è in continuo movimento e le placche tettoniche  sfregano le une sulle altre.  Esplosioni enormi ed impressionanti nel sottosuolo propagano onde d’urto in giro per il pianeta Terra. E là dove ci sono aree di tensione tettonica, dove le placche si scontrano e sono più instabili, c’è possibilità che l’equilibrio precario salti, si verifichi una rottura.

Ma a parte le esplosioni nucleari sotterranee, esiste un altro metodo, particolarmente efficace, ma tuttavia ignoto all’opinione pubblica ed agli addetti ai lavori (civili), per scatenare devastazioni sismiche interagendo sulle faglie sismiche attive.

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Le antenne fisse e mobili (in mare) sono in grado di lanciare onde elettromagnetiche in specifici punti del globo terrestre puntando l’irradiazione in aree specifiche della ionosfera che reagisce rialzandosi a “bolla” e l’effetto si ripercuote sulla faglia sottostante, forzando un’area già instabile a liberare l’energia potenziale accumulata nei punti di pressione tellurica più forti. Detto altrimenti: grazie all’effetto specchio della ionosfera, le onde emesse rimbalzano sulla ionosfera e ricadono a terra quasi intatte.
Ed è lì che alcune onde a frequenza particolarmente bassa riescono a penetrare a fondo nel terreno ed a sollecitare le zone di instabilità, che di conseguenza liberano l’energia potenziale nelle zone di instabilità. HAARP, grazie alla sua posizione strategica (prossima al polo nord) e all’estensione delle antenne, è in grado di inviare le sue onde elettromagnetiche in tutto il globo per raggiungere l’obiettivo.
Le prove di questa apocalisse militare in fase di sperimentazione avanzata? Anche una serie di brevetti di tecnologie usate da HAARP:
Brevetto USA 4686605 – Metodo ed apparato per modificare  una regione nell’atmosfera terrestre, nella ionosfera e/o magnetosfera;
Brevetto USA 4999637 – Creazione di nuvole artificiali ionizzate sopra la terra;
Brevetto USA 4712155 – Metodo ed apparato per creare una artificiale regione di plasma a riscaldamento elettronico ciclotronico;
Brevetto USA 5777476 – Tomografia globale terrena (CGT) usando una modulazione di electrojets ionosferici; Richiesta di Brevetto USA 20070238252 – Accensione cosmica di particelle di pattern di plasma artificialmente ionizzato nell’atmosfera;
Brevetto USA 5068669 – Sistema di fascio di energia;
Brevetto USA 5041834 – Specchio ionosferico artificiale composto da uno strato di plasma che può venire inclinato.
L’11 agosto 1987 Bernard Eastlund – fisico del Mit – ha brevettato con numero di «patente» 4,686,605 il suo «Metodo e apparato per l’alterazione di una regione dell’atmosfera, della ionosfera o della magnetosfera».
Ovviamente, questa materia è un segreto blindato che non si insegna all’università e non si legge nei manuali accademici. Ragion per cui anche la gran massa in buona fede di luminari, fisici, ingegneri, geologi ed esperti di vario genere, quando interpellati sull’argomento balbettano increduli.
Viviamo un incubo in presa diretta, ma pochi l’hanno compreso. Non c’è più il futuro fantascientifico di una volta, perché va in onda la tragica realtà a base di alterazione dei campi magnetici della terra e disturbi della ionosfera, atti a provocare scuotimenti sismici ed uragani.
Tutti questi terremoti anomali presentano un epicentro costante a 10 chilometri di profondità, vale a dire un’altra caratteristica comune dell’azione di HAARP.
Ma i fenomeni astrali c’entrano nulla. E’ la mano armata dell’uomo in divisa  a stelle e strisce a materializzare il pericolo per sete di dominio dell’umanità.
La guerra ambientale è in atto da un bel pezzo, ma prevale il negazionismo bieco che ammanta il segreto indicibile. E’ ormai più di un’ipotesi controversa, ovvero la prova di una minaccia invisibile ma reale. “Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025” (Weather is a Forcing Multiplier: Owning the weather in 2025). Questo è il titolo di un documento pubblicato il 17 Aprile del 1996 dal Dipartimento della Difesa USA volto a considerare tutte le possibilità di guerra meteorologica e l’impatto delle tecnologie di controllo climatico sulle attività belliche.
Ergo: non è un paper dei soliti complottisti, ma il desiderio neanche tanto velato di chi vuole conquistare il mondo a tutti i costi, sbarazzandosi senza tanti scrupoli di milioni di persone inconsapevoli.
«Nel 2025 le forze aereospaziali Usa potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. […] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre a chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario»,  recita  “Owning the Weather in 2025”.
ARMA GEOFISICA – Presso Gakona in Alaska, circa 200 chilometri a Nord-Est del Golfo del Principe Guglielmo, un terreno di proprietà del Dipartimento della Difesa USA fu scelto il 18 ottobre 1993 da funzionari dell’Air Force e a partire dall’anno seguente venne disseminato di piloni d’alluminio alti 22 metri, il cui numero è cresciuto di anno in anno fino ad arrivare a 180. Ognuno di questi piloni porta doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la «banda bassa» da 2.8 a 7 MegaHerz e l’altra per la «banda alta» da 7 fino 10 MegaHerz.
Tali antenne sono capaci di trasmettere onde ad alta frequenza fino a quote di 350 chilometri, grazie alla loro grande potenza. Ufficialmente il progetto High Frequency Active Auroral Research Program (HAARP), è un programma di ricerca sulla ionosfera per individuare le potenzialità dello sviluppo di tecnologia radio e di sorveglianza che faccia uso della ionosfera stessa.
In realtà l’installazione HAARP vanta una tecnologia “dual use”, ovvero di utilità civile ma soprattutto militare; in sostanza è un paravento per progetti avanzati di modifica climatica a scopo bellico.
Per confondere i creduloni l’attività di facciata appare su una postazione internet dedicata. Il sito ufficiale (www.haarp.alaska.edu) presenta una pacifica “stazione scientifica” dove gli scienziati sondano via radio quelle regioni dell’alta atmosfera preannuncianti lo spazio esterno, ossia la ionosfera e la magnetosfera. I titoli dei paragrafi esplicativi del sito sono peraltro modulati con quesiti semplici: («Cos’è HAARP?», «Perché è coinvolto il Dipartimento della Difesa?», eccetera). Nel paragrafo titolato «HAARP è unico?», ci si affretta a precisare che anche altre nazioni studiano la ionosfera, come la stessa Russia o i Paesi europei (più il Giappone) del consorzio EISCAT, anche se le loro apparecchiature, site a Tromsoe in Norvegia, sono dei radar «incoerenti». Scopo ufficiale di queste installazioni è studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni. Come si sa, questo strato è composto da materia rarefatta allo stato di plasma, cioè di particelle cariche (ioni), e ha la proprietà di riflettere verso terra le onde hertziane, in particolare nelle ore notturne. E’ per questo, ad esempio, che di notte ci è possibile ascoltare alla radio le stazioni AM di molti Paesi stranieri, dato che la riflessione ionosferica permette ai segnali di scavalcare la curvatura terrestre.
Secondo il ricercatore indipendente Corrado Penna «Se HAARP lavorasse in maniera troppo segreta susciterebbe molti più sospetti, e spesso non c’è maniera migliore di nascondere qualcosa che metterla in evidenza, proprio perché la gente si auto-inganna col ragionamento di cui sopra, ovvero, che pensare da complottista sia alla stregua dei paranoici e degli ossessivi. Quindi si torna all’ovile, rassicurati, pensando che i terremoti sono naturali e che le scie chimiche non esistono. Per la maggior parte delle persone è alquanto macabro e orribile supporre una realtà del genere, che è meglio che non sia assolutamente vero, che sia relegato nell’ universo delle cosiddette assurdità».
Impianti simili esistono anche fuori dagli USA e si trovano in Norvegia: progetto europeo EISCAT (potenza 1000 MW ERP),Porto Rico: Arecibo, Russia: progetto SURA, vicino a Nižni Novgorod (potenza 190 MW ERP) oltre and un secondo impianto negli Stati Uniti: HIPAS, vicino a Fairbanks (Alaska).
E poi è attiva anche l’H.A.A.R.P. mobile: un dispositivo impiegato dalla Marina Militare degli Stati Uniti d’America.
Il “Sea based H.A.A.R.P. X-band radar (S.B.X.)”, è una di queste piattaforme viaggianti usate a complemento dei vari impianti H.A.A.R.P. dislocati in vari paesi di Gaia (Stati Uniti, Norvegia, Russia, Francia). Sul ponte della S.B.X. è installata una particolare struttura, componente chiave della “Missile Defense Agency”(M.D.A.).
La nave militare include una centrale per la produzione di energia elettrica, un ponte, sale di controllo, alloggi per il personale, aree di stoccaggio e le infrastrutture necessarie a sostenere l’enorme radar in banda X. Il radar S.B.X. è un apparato molto sofisticato. Il sistema radioricevente “phased array antenna” è costituito da migliaia di antenne azionate da moduli di rice-trasmissione.
Il radar è progettato e costruito dalla Raytheon Integrated Defense Systems per conto della Boeing, il più importante appaltatore per il progetto negli Stati Uniti, attuato proprio dalla Missile Defense Agency.
Un uso militare dell’HAARP è ammesso dalla Federazione Scienziati Americani. Un uso, tuttavia, non distruttivo, ma solo di ricognizione. Modulando i segnali in frequenze bassissime, cioè onde ELF o VLF, si potrebbe «vedere ciò che succede nel sottosuolo, individuando bunker, silos di missili, e altre installazioni sotterranee di Stati avversi. Al di là di ciò, la «guerra ecologica» è in atto.
Già nel 1976 l’Enciclopedia Militare Sovietica ventilava il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o per via astronautica, potessero modificare il clima dell’Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l’URSS. L’Unione Sovietica si accordò così con gli USA, affinché fosse proibito l’uso dei cambiamenti climatici ambientali. A livello ONU, ciò fu ribadito con la convenzione ENMOD (Environmental Medifications), entrata in vigore il 5 ottobre 1978. Ma  pochi anni dopo, negli Stati Uniti, lo scienziato considerato il padre dell’HAARP ideava un sistema volto apertamente a controllare i fenomeni meteo.
A quanto pare il professor Eastlund  si è ispirato ai lavori del genio Nikola Tesla (1856-1943), lo scienziato jugoslavo emigrato in America nel 1884. A Tesla dobbiamo molti ritrovati che resero possibile la diffusione dell’elettricità, soprattutto la corrente alternata trifase (mentre Edison era rimasto alla corrente continua).
Inoltre aveva tentato di sviluppare un sistema di trasmissione dell’energia via etere, il che avrebbe reso inutili i cavi, nonché un apparecchio per ottenere elettricità gratuita per tutti ricavandola dalle oscillazioni naturali del campo elettrico terrestre. Quando Tesla morì, l’8 gennaio 1943, gli agenti dell’FBI diedero la caccia a tutti i suoi progetti.
D’altra parte lo stesso Tesla aveva parlato persino di raggi della morte, efficaci fino a 320 chilometri di distanza. Non sappiamo esattamente quanto vi sia di Tesla nei progetti di Eastlund  e nell’HAARP.
Fatto sta che negli anni Novanta Eastlund ha fondato una sua compagnia, la Eastlund Scientific Enterprise, che fra le attività menzionate sul suo sito web comprende tanto la partecipazione al programma HAARP, quanto l’esplicita ricerca nel campo delle modificazioni meteorologiche.
Di HAARP si è occupato il Parlamento russo, la Duma, nel 2002, giungendo ad un documento sottoscritto da 188 deputati:  «Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza». Il significato di questo passaggio epocale è comparabile al salto dalle armi convenzionali a quelle nucleari.
Di HAARP si è fuggevolmente interessato anche il Parlamento Europeo. Il problema è stato portato in discussione nel 1998, per poi cadere nel dimenticatoio. Inoltre HAARP è stato oggetto di studio del GRIP (Groupe de recherche et d’information sur la paix et la sécurité), un istituto di ricerca creato a Bruxelles, con un rapporto interessante di 79 pagine.
Meditate gente…
RIFERIMENTI UTILI:

HAARP mobile. (foto web).

HAARP mobile. (foto web).

HAARP, Gakona (foto web).

Fonte: Su La Testa!

Violento sisma su costa ovest del Canada magnitudo 7.7


Una scossa di terremoto di magnitudo 7.7 è stata registrata nell’estremo ovest del Paese. Il centro tsunami parla del rischio di un’onda anomala distruttiva sulle coste dello stato delle Hawaii. Per ora solo onde relativamente piccole. Il violento terremoto di magnitudo 7.7 scala Richter ha colpito le isole Queen Charlotte, in Columbia Britannica. 

Il Centro allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) ha lanciato l’allarme per le Hawaii, in seguito al violento sisma di magnitudo 7.7 che ha colpito la costa ovest del Canada.

In un comunicato, il centro avvertiva: “E’ stato generato uno tsunami potenzialmente distruttivo per le coste di tutte le isole dello Stato delle Hawaii. Sono necessarie azioni urgenti per mettere in sicurezza le persone e le proprietà”.

Quanto al terremoto che ha colpito la Columbia Britannica, nell’ovest del Canada, e che è stato seguito da una scossa di assestamento di magnitudo 5.8, non avrebbe per il momento – secondo le informazioni iniziali – causato danni. Ma agli abitanti delle coste le autorità hanno consigliato di allontanarsi verso l’entroterra, perchè – afferma il Centro allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) – c’è il pericolo di inondazioni accompagnate da forti correnti

 

 

 

Le aree più a rischio, secondo la protezione civile locale, sono Hilo (su Big Island, sud dell’arcipelago), Kahului (su Maui), Haleiwa (su Oahu, dove si trova la capitale Honolulu) e Hanalei (su Kauai, a nord dell’arcipelago). 

Intanto, le autorità Usa hanno ridimensionato il primo allarme tsunami che riguardava il sud dell’Alaska e le Colombia britannica canadese, dopo il forte sisma  che ha scosso l’area pacifica del Canada, con una magnitudo 7,7 sulla scala di Richter, nelle isole Queen Charlotte.

Terremoto in Calabria, le previsioni di Giuliani e Martelli (video)


 

Terremoto, previsioni e sciame sismico. Dopo la sentenza contro la Commissione Grandi Rischi

per il terremoto de L’Aquila e dopo la scossa di questa notte nel Pollino continua il dibattito nella comunità scientifica  e nell’opinione pubblica italiana su come bisogna gestire, controllare e prevenire i terremoti in Italia.

“La Calabria è a rischio. Potrebbe esserci un forte terremoto anche lì”.

Con queste parole Giampaolo Giuliani, in un’intervista datata 29 Maggio 2012 ad AquilaTv

aveva messo in allerta sui rischi in Calabria:

“E’ ora di smetterla di dire che i terremoti non possono essere annunciati o previsti, chi lo fa sta producendo morti. Tutto il territorio nazionale adesso è a rischio sismico. Mi sono sgolato in questi giorni nel dirlo. Il terremoto al nord non si calmerà per il momento. La Calabria è a rischio. Potrebbe esserci un forte terremoto anche lì”.

Ecco il link per vedere l’intervista

Tornano di attualità anche le parole di Alessandro Martelli, direttore dell’Enea di Bologna, prima a RaiNews24 poi a meteoweb.it

Adesso che al nord il forte terremoto c’è stato, a preoccuparci è il sud. L’allarme per il sud è molto più grave perchè c’è da più tempo ed è il risultato di studi incrociati che dicono tutti la stessa cosa.

L’algoritmo Italiano individua il rischio nell’area del sud, che va dalla Campania in giù,

ma alcuni prestigiosi centri di calcolo di altri Paesi concentrano il rischio tra Calabria e Sicilia,

quindi all’estremo sud“.

 

Fonte: http://www.blitzquotidiano.it

Ufo, nuovo avvistamento in provincia di Benevento


Dopo il caso di Taranto, di cui il CUFOM, che solo possiede gli originali delle foto, conferma la piena autenticità ed affidabilità escludendo ragionevolmente ogni ipotesi di volatile, un nuovo avvistamento ufo sicuramente impressionante è stato effettuato tra Pontelandolfo eCampolattaro in provincia di Benevento. Il Centro Ufologico Mediterraneo (C.UFO.M.) come spesso avviene, è stato incaricato dallo sbalordito testimone di indagare sul caso. Le apparenze, ma anche gli approfondimenti, lasciano quantomeno interdetti e le immagini all’apparenza sono decisamente impressionanti. In pratica nelle foto si osserva quello che sembra un velivolo ultratecnologico ed avveniristico dall’aspetto accentuatamente aerodinamico. Tuttavia, come precisa Angelo Carannante, Presidente del team di ufologi inquirenti, occorre anche molta prudenza, ed altre interpretazioni del fenomeno sono sempre possibili. Ufo, precisa ancora il Presidente Carannante, non significa affatto velivolo proveniente chissà da dove, ma solo un oggetto la cui natura è non identificata, appunto ignota. Il testimone, nel corso delle indagini fatte anche sul luogo dal C.UFO.M., ha testualmente dichiarato: “Il giorno sabato 12 maggio 2012 esco con la macchina per recarmi al distributore di benzina sulla SS 87 all’altezza del bivio di Campolattaro. Abito ad una quarantina di chilometri di distanza, ma, quando posso, amo frequentare i luoghi dell’avvistamento perché li trovo affascinanti. Non sempre, ma spesso, mi immetto sulla superstrada ivi insistente, attraverso la zona industriale di Campolattaro/Pontelandolfo e mi dirigo verso un sentiero dove solitamente passeggio per rilassarmi. Alle ore 11.45 alzo casualmente lo sguardo verso il cielo limpido e noto quello che mi sembra un velivolo in movimento. Basandomi sulle apparenze, ho pensato ad un aereo, ma il volo di tale oggetto non era, a parer mio, paragonabile a quello di un aeroplano. La cosa che più mi ha colpito è la stata l’assoluta mancanza di eventuali rumori e/o suoni emessi da quello che mi appariva un vero e proprio velivolo nonostante la non eccessiva quota di volo. L’oggetto è scomparso nel cielo completamente privo di nuvole”. Il caso è stato indagato a fondo come dimostra il fatto che è stato pubblicato dopo mesi dalla segnalazione. Il lavoro di indagine è stato molto scrupoloso e approfondito.

 

Sono emersi alcuni dati interessanti che potranno essere analiticamente visualizzati sul sito ufficiale http://www.centroufologicomediterraneo.it  anche attraverso il quale è possibile vedere un esplicativo video trailer su “CUFOMCHANNEL” di youtube con immagini che davvero colpiscono per la loro insolita relativa chiarezza in rapporto ai normali avvistamenti ufo.. Il testimone ha escluso categoricamente che possa trattarsi di volatili, anche se tale ipotesi non è del tutto peregrina, come non da eliminare è la tesi di un qualche velivolo sperimentale forse di tipo militare. Aeromodellini manco a parlarne, in quanto la zona è scarsamente frequentata ed altri fattori depongono contro tale ipotesi come dimostra il fatto che prima e dopo l’avvistamento non ne sono mai stati notati e, vista la zona isolata ed il silenzio imperante, un qualche rumore o suono doveva pur sentirsi, vista la bassa altezza a cui volava l’oggetto volante non identificato. Anche il tipo di moto dell’ovni era alquanto insolito. Come al solito le indagini su questo nuovo avvistamento continuano. Per risolvere l’ennesimo caso ufo, il CUFOM, resta aperto ad altre ipotesi purchè dimostrabili e dimostrate. Sembra da escludere, si ripete, il fenomeno cosiddetto “blurfo”, troppo spesso invocato a sproposito da isolati studiosi nostrani.

fonte: http://affaritaliani.libero.it/campania/ufo-nuovo-avvistamento231012.html