Nell’Artico, gli scienziati scoprono la “neve scura”


Gli scienziati hanno infatti scoperto che l’area, a 67 gradi latitudine nord, a 1.010 mt. sul livello del mare, “il ghiaccio quest’anno non era un po’ scuro, era decisamente scuro” ha commentato Box sottolineando di non aver “mai visto una cosa simile”

artico nero

 

Un team di scienziati guidato da Jason Box del Geological Survey of Denmark and Greenland ha scoperto un’intera area ricoperta di fuliggine scura, la misteriosa neve nera  accelera lo scioglimento dei ghiacciai.

DOVEVANO documentare l’allargamento dei viaggi in Groenlandia gli scienziati guidati da Jason Box del Geological Survey of Denmark and Greenland, invece hanno scoperto un’intera area ricoperta di “neve nera”. Il team ha trascorso l’estate nel Circolo Polare Artico con l’obiettivo di rilevare e documentare lo stato dei ghiacci ma si è imbattuto in una grande area completamente ricoperta da neve scura, molto più ampia di quanto mai immaginato. “Ero davvero sorpreso”, ha detto Box a Slate.com non nascondendo la sua sorpresa e la sua preoccupazione.

Gli scienziati hanno infatti scoperto che l’area, a 67 gradi latitudine nord, a 1.010 metri sul livello del mare, che doveva essere studiata, aveva buche profonde da mezzo metro fino a un metro con polvere e detriti scuri, chiamati crioconite, detriti trasportati dal vento, provenienti da deserti, incendi, centrali a carbone e motori diesel.

Insomma, anche se il fenomeno non è certo sconosciuto in Groenlandia, “il ghiaccio quest’anno non era un po’ scuro, era decisamente scuro”, ha commentato Box sottolineando di non aver “mai visto una cosa simile”. Questo strato di scura fuliggine può essere una nuova minaccia per l’Artico perché riduce la riflettività del ghiaccio e lo fa sciogliere più rapidamente.

Come membro del Servizio Geologico della Danimarca e della Groenlandia, Box ha viaggiato dalla Groenlandia alla sua casa a Copenaghen per rintracciare la fonte della fuliggine che sta accelerando la scomparsa dei ghiacciai. Uno studio che lo scienziato ha chiamato appunto “Neve scura”

 

 

Groenlandia, scioglimento record dei ghiacci “il 97% dello strato superficiale “


A sinistra la situazione 8 luglio 2012. Il bianco, ovviamente, è il ghiaccio non soggetto a fusione: circa il 60% del totale.

A destra il 12 luglio 2012: il 97% dei ghiacci sta fondendo, perfino a 3.000 metri e più di altitudine sul livello del mare.

La Nasa ha pubblicato una nuova immagine che mostra le rilevazioni satellitari sullo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia nella prima metà di luglio, definendo il risultato «senza precedenti». Per alcuni giorni lo strato di ghiaccio che ricopre la grande isola si è sciolto a ritmi mai osservati negli ultimi trent’anni di dati raccolti con i satelliti. Quasi tutta la copertura di ghiaccio della Groenlandia, dalle costiere dove il ghiaccio è più sottile fino alle aree centrali, dove il ghiaccio è spesso oltre due chilometri, è stato interessato dallo scioglimento. Le misurazioni sono state effettuate da tre satelliti indipendenti e analizzate dagli scienziati della Nasa e da diverse università.

FUSIONE – In media in estate, circa la metà della superficie della calotta glaciale della Groenlandia dà segni di scioglimento, un fenomeno naturale. Ad altitudini elevate, la maggior parte dell’acqua di fusione si ricongela rapidamente sul posto. Vicino alla costa, una parte di acqua di fusione è trattenuta dalla coltre di ghiaccio e il resto si perde verso l’oceano. Ma quest’anno il grado di fusione del ghiaccio in corrispondenza o in prossimità della superficie è aumentato drammaticamente. I dati satellitari denunciano che le piattaforme di ghiaccio della Groenlandia si stanno pericolosamente assottigliando. I ricercatori non hanno ancora stabilito se questo ampio evento di fusione avrà un effetto sul volume complessivo della perdita di ghiaccio di questa estate e se contribuirà all’innalzamento del livello del mare.

IN FOTO – L’immagine pubblicata sul sito della Nasa mostra l’estensione del fenomeno tra l’8 e il 12 luglio scorsi. Le zone rosse indicano le aree in cui si è sicuramente verificato lo scioglimento dei ghiacci, mentre quelle rosso chiaro le aree dove è probabile che il ghiaccio si sia sciolto. Il fenomeno è stato repentino: l’8 luglio solamente il 40 per cento della superficie risultava interessata dal disgelo, quattro giorni dopo era il 97 per cento.

ARIA CALDA – Questo evento ha coinciso con un picco di insolita aria calda o una cappa di calore sulla Groenlandia che ha dominato il clima della Groenlandia a partire dalla fine di maggio. Secondo la glaciologa Lora Koenig, del centro Goddard della Nasa, «eventi di fusione di questo tipo si verificano circa una volta ogni 150 anni in media. L’ultimo evento è avvenuto nel 1889», osserva. «Ma se continuiamo ad osservare gli eventi di fusione come questo nei prossimi anni – aggiunge – la situazione sarà preoccupante».