Nell’Artico, gli scienziati scoprono la “neve scura”


Gli scienziati hanno infatti scoperto che l’area, a 67 gradi latitudine nord, a 1.010 mt. sul livello del mare, “il ghiaccio quest’anno non era un po’ scuro, era decisamente scuro” ha commentato Box sottolineando di non aver “mai visto una cosa simile”

artico nero

 

Un team di scienziati guidato da Jason Box del Geological Survey of Denmark and Greenland ha scoperto un’intera area ricoperta di fuliggine scura, la misteriosa neve nera  accelera lo scioglimento dei ghiacciai.

DOVEVANO documentare l’allargamento dei viaggi in Groenlandia gli scienziati guidati da Jason Box del Geological Survey of Denmark and Greenland, invece hanno scoperto un’intera area ricoperta di “neve nera”. Il team ha trascorso l’estate nel Circolo Polare Artico con l’obiettivo di rilevare e documentare lo stato dei ghiacci ma si è imbattuto in una grande area completamente ricoperta da neve scura, molto più ampia di quanto mai immaginato. “Ero davvero sorpreso”, ha detto Box a Slate.com non nascondendo la sua sorpresa e la sua preoccupazione.

Gli scienziati hanno infatti scoperto che l’area, a 67 gradi latitudine nord, a 1.010 metri sul livello del mare, che doveva essere studiata, aveva buche profonde da mezzo metro fino a un metro con polvere e detriti scuri, chiamati crioconite, detriti trasportati dal vento, provenienti da deserti, incendi, centrali a carbone e motori diesel.

Insomma, anche se il fenomeno non è certo sconosciuto in Groenlandia, “il ghiaccio quest’anno non era un po’ scuro, era decisamente scuro”, ha commentato Box sottolineando di non aver “mai visto una cosa simile”. Questo strato di scura fuliggine può essere una nuova minaccia per l’Artico perché riduce la riflettività del ghiaccio e lo fa sciogliere più rapidamente.

Come membro del Servizio Geologico della Danimarca e della Groenlandia, Box ha viaggiato dalla Groenlandia alla sua casa a Copenaghen per rintracciare la fonte della fuliggine che sta accelerando la scomparsa dei ghiacciai. Uno studio che lo scienziato ha chiamato appunto “Neve scura”

 

 

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AURORE INFIAMMANO L’ARTICO


 

L’espulsione di massa coronale (CME) avvenuta il 28 Settembre 2012, ha influenzato il campo magnetico terrestre intorno alle 00:20 di questa notte, scatenando forti tempeste geomagnetiche alle alte latitudini. La componente Bz del campo magnetico interplanetario (IMF) ha bruscamente deviato a -35 nT durante l’impatto, avvenuto inizialmente tramite un’onda d’urto interplanenetaria, e poi attraverso la nube di particelle cariche e plasma.

L’indice geomagnetico K-index ha raggiunto il valore di Kp=7 alle 5:00 di questa mattina e la NOAA ha emesso un avviso di tempesta geomagnetica di livello G3, leggermente superiore a quanto previsto. Questo valore potrebbe generare problemi su componenti satellitari, navigazione satellitare, intermittenza nei segnali radio HF. 

In Norvegia si stanno segnalando correnti di terra molto segnificative, mentre incandescenti aurore boreali stanno interessando il Circolo Polare Artico. Nelle prossimeore la regione attiva 1583 potrebbe scatenare altri brillamenti di classe M, anche se non diretti verso il nostro pianeta. Non sono presenti grandi buchi coronali sulla superficie Solare, per cui non sono attese ulteriori tempeste.

Fonti:http://www.meteoweb.eu/2012/10/forti-tempeste-geomagnetiche-alle-alte-latitudini-incandescenti-aurore-boreali-sul-circolo-polare-artico/155270/