STELLA MISTERIOSA STUPISCE GLI ASTRONOMI: SPUNTA L’IPOTESI DELLA TECNOLOGIA ALIENA


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Osservate variazioni delle luminosità inspiegabili con i modelli esistenti. Alcuni esperti si sbilanciano e non escludono che siano il segno della presenza di una civiltà avanzata 

5 ottobre 2015

Per ora è solo una stranezza inspiegabile, però… al momento non è possibile escludere nulla. Nemmeno l’ipotesi più affascinante: quella del fenomeno misterioso causato da una civiltà aliena. Stella sorprendente

A catturare l’attenzione e la fantasia degli astronomi è una stella che si trova fra le costellazioni del Cigno e della Lira: KIC 8462852. Il suo nome è assai poco suggestivo, ma le sue caratteristiche sorprendono. Un articolo scientifico scritto da esperti di vari paesi e ancora in attesa di pubblicazione riferisce che la luminosità di quell’astro lontano 1.500 anni luce e visibile solo con i telescopi ha delle variazioni assolutamente inedite. Fenomeno inspiegabile

Le osservazioni condotte con il telescopio spaziale Kepler hanno mostrato frequentissimi cali e aumenti della luminosità che non rispettano alcuno schema. In un caso è diminuita addirittura del 22% e non è possibile individuare una periodicità di alcun genere fra una flessione e l’altra.

Non è un pianeta Per capire di cosa si tratti, si è inizialmente andati per esclusione. È noto che quando un pianeta extrasolare passa davanti alla sua stella si nota una riduzione della sua luminosità, ma questo avviene con un ritmo ben preciso e con caratteristiche sempre simili.

Inoltre, anche un pianeta enorme come Giove causerebbe una flessione pari solo all’1%, decisamente lontana da quanto osservato. Le prime ipotesi  A filtrare la luce emessa da KIC 8462852 è dunque qualcosa di molto più grande o di molto più strano.

Gli autori dell’articolo ipotizzano che si possa trattare di una nube di detriti generata da un violentissimo impatto tra pianeti. In questo caso però si dovrebbe osservare un eccesso di infrarossi dovuti al riscaldamento delle polveri, ma il fenomeno è assente.

Un’altra ipotesi è quella di una serie di comete che passano davanti alla stella, ma anche in questo caso è difficile pensare che, per quanto siano numerose, possano arrivare a bloccare il 22% della luce. Megapannelli solari alieni?  L’articolo non cita mai gli alieni, ma il principale autore della ricerca, Tabetha Boyajian dell’Università di Yale, ha contattato un esperto di astrobiologia, Jason Wright della Penn State University.

Per quanto sia improbabile, una possibile spiegazione – spiega a The Atlantic – è che ad orbitare intorno alla stella siano delle megastrutture costruite da una civiltà aliena avanzata, magari per catturare l’energia emessa dall’astro. In pratica degli enormi pannelli solari, uno scenario finora relegato ai libri di fantascienza. Per chiarire il mistero non resta che continuare a studiare KIC 8462852, senza preclusioni.

 

Fonte: http://www.rainews.it

La Nasa è sicura: non siamo soli nell’universo


kepler earth

 

Grazie ai nuovi dati e ai nuovi telescopi, entro massimo vent’anni gli astronomi potrebbero annunciare la svolta. “Non siamo soli nell’universo”.

Nel 2018 verrà lanciato il James Webb Space Telescope, la cui missione è quella di andare a caccia di altri pianeti

NEW YORK (WSI) –

È altamente improbabile che gli esseri umani siano soli nell’universo.

Gli esperti della NASA hanno messo in chiaro le cose, dichiarando che siamo molto vicini ad una svolta epocale nella centenaria ricerca sulla vita aliena.

Secondo l’ Huffington Post  la svolta potrebbe esserci già nei prossimi due decenni, ma andiamo con ordine.
Lunedì scorso la Nasa, presso la sede della stessa agenzia a Washington, ha tenuto una conferenza dove gli astronomi hanno affermato come i recenti progressi nella tecnologia dei telescopi spaziali confermino il sospetto che non siamo soli.
Gli esperti hanno messo in luce come la ricerca su pianeti simili al nostro stia proseguendo con ottimi risultati (essendone stati trovati parecchi),
“Penso che nei prossimi 20 anni scopriremo che ci sono altre forme di vita nell’universo”, ha detto l’astronomo Kevin Hand, e anche l’amministratore della Nasa,

Charles Bolden gli ha fatto eco: “È altamente improbabile, nella vastità illimitata dell’universo, che noi esseri umani siamo soli”.

Va ricordato che proprio quest’anno il Kepler Space Telescope ha raccolto dati su un pianeta simile alla Terra, Kepler-186F, nella “zona abitabile” di un’altra stella.
Ora gli occhi sono tutti puntati sul 2018.

In quell’anno infatti verrà lanciato il James Webb Space Telescope, la cui missione è quella di andare a caccia di altri pianeti. Il nuovo apparecchio è stato progettato per studiare e analizzare le luci a infrarossi, rendendo più facile individuare pianeti extrasolari.

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Gli ufo possono arrivare sulla Terra


Gran Bretagna : le carte del governo sono un caso.

Pubblicati documenti d’archivio in cui il ministero della Difesa si occupava della questione alieni.

La vicenda avrebbe interessato anche l’ex premier Tony Blair

Gli alieni potrebbero visitare la Terra per “turismo”, per “studiare le tecniche militari” o per “ragioni scientifiche”. Lo rivela una serie di documenti del ministero della Difesa britannico, tenuti segreti per anni e oggi pubblicati dagli Archivi Nazionali.

A quanto si legge nei documenti, durante un briefing del 1995, un ufficiale ministeriale avrebbe trattato apertamente la questione Ufo, sottolineando l’importanza di tener conto dei numerosi avvistamenti. Secondo l’uomo, di cui non si dice il nome, il numero crescente di avvistamenti alieni sarebbe un buon motivo per credere alla loro esistenza. Inoltre, «ci sono buone ragioni per pensare che ciò che viene raccontato sia solo la punta dell’iceberg -si legge nei file- poichè è probabile che molti testimoni non denuncino quanto visto per vergogna».

Inoltre, lo sconosciuto avrebbe fatto notare che «i veicoli degli extraterrestri sono molto avanzati tecnologicamente», invitando il ministero a cercare contatti con gli alieni per «conoscere più profondamente tali tecnologie».

La questione Ufo, poi, è stata discussa dal governo inglese in numerose altre occasioni. Secondo quanto riporta il Telegraph, infatti, anche Tony Blair avrebbe richiesto direttamente al ministero informazioni sulla questione aliena. In particolare, l’allora primo ministro, si sarebbe interessato alla faccenda quando, nel 1998, una sua legge rese obbligatoria la pubblicazione della documentazione sul tema. Sebbene l'”ufologo” allora in forze al ministero britannico avesse risposto a Blair che «non era in corso alcuna ricerca ufficiale sul caso», le 6.700 pagine da oggi visionabili pubblicamente lo smentiscono.

Tra le varie curiosità che si possono leggere nei documenti, risalta un annuncio per “il lavoro più strano della Whitehall”:  l’amministrazione ha ricercato per un certo periodo un addetto agli Ufo, che documentasse tutti gli avvistamenti riportati sul web. Nel 1979, poi, un impiegato del ministero, intervenendo in un briefing sulla questione, si sarebbe domandato apertamente «perchè mai gli alieni dovrebbero essere interessati a un pianeta così insignificante come la Terra».

Intanto, il più interessato alla questione sembra essere Tony Blair, che, pentito del Freedom of Information Act -la legge da lui fortemente voluta e che ha portato alla pubblicazione di questi file- l’avrebbe definita il suo peggiore errore.